Editoria: ENPA contro Apple

On 10 febbraio 2011

Quale sia il futuro dell’editoria se lo stanno chiedendo in molti. Come saprete, la strada intrapresa da Rupert Murdoch passa attraverso il Daily e l’iPad. Sulla scia di Murdoch molti allora hanno intravisto proprio nel sistema di vendite Apple, il famoso iTunes Store, uno dei possibili modelli vincenti.

Tutto bene? Non proprio. Bbc ha pubblicato la notizia sulle preoccupazioni dell’European Newspaper Publishers’ Association (ENPA) riguardanti Apple. La casa di Cupertino non ha mai nascosto la propria “predilezione” per i sistemi chiusi, siano computer o terminali mobili. Ecco allora la volontà di Apple di far passare dall’iTunes Store tutti i download di contenuti editoriali da leggere sull’iPad.

Da un lato ENPA denuncia che, proprio in questi giorni, alcuni quotidiani europei hanno ricevuto da Apple un’interdizione per poter offrire edizioni gratuite. Dall’altro afferma che, obbligando tutti a passare dall’iTunes Store, non sarà più possibile abbonarsi tramite i siti dei quotidiani.

L’oggetto del contendere è chiaro a tutti. Gran parte dei profitti degli editori andrebbe ad Apple: sugli acquisti dall’iTunes Store c’è infatti una commissione del 30%. A questo si aggiunge un aspetto di non secondaria importanza. Apple toglierebbe dalle mani degli editori anche la raccolta dei dati personali degli abbonati, importanti quando si tratta di vendere pubblicità online.

Dal canto suo Apple non ha commentato le critiche di ENPA. Per il momento ha negato che vi sia l’obbligo di fare acquisti unicamente da iTunes Store, ad oggi ha semplicemente introdotto la possibilità di utilizzarlo. Una differenza sostanziale, secondo Apple, ma che alimenta comunque le polemiche: l’iTunes Store è il mezzo preferito dagli utenti per gli acquisti, grazie però anche alla posizione dominante all’interno dei prodotti Apple. La questione è seria: in Belgio il Ministro dell’Economia ha chiesto l’apertura di un’inchiesta sui piani di Apple per la vendita di e-newspaper, l’obiettivo è capire se l’azienda operi in un regime di posizione dominante.

La vicenda è ancora lontana da dirsi conclusa, visti gli interessi in gioco. C’è solo da capire se sul fronte opposto, ovvero i tablet con sistema operativo Android, ci saranno le stesse limitazioni. Il successo di iPad e di Android/Tablet, potrebbe passare anche dagli accordi commerciali delle case editrici: chi vincerà?

Fonte: downloadblog.it

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