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	<title>Toso.info &#187; Internet</title>
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		<title>Blekko contro lo spam del search</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 09:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver introdotto la possibilità di fare ricerche online a prova di spam e contenuti non pertinenti, Blekko fa ora un ulteriore passo in avanti contro la iattura delle content farm e delle pagine web messe in piedi con il solo scopo di scalare i ranking nei motori di ricerca. La piccola startup del search [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo aver introdotto la possibilità di fare ricerche online a prova di spam e contenuti non pertinenti, Blekko fa ora un ulteriore passo in avanti contro la iattura delle content farm e delle pagine web messe in piedi con il solo scopo di scalare i ranking nei motori di ricerca. La piccola startup del search &#8220;curato&#8221; dagli utenti ha infatti deciso di mettere definitivamente al bando i maggiori network dediti alla produzione di contenuti di bassa qualità a scopo esclusivamente pubblicitario.<span id="more-104"></span></p>
<p style="text-align: justify">Blekko, che già offre la possibilità di circoscrivere le proprie ricerche attraverso l&#8217;uso dei cosiddetti &#8220;slashtag&#8221;, ha cominciato a filtrare automaticamente i domini appartenenti a quelli che vengono definiti &#8220;spam offender&#8221; come Demand Media (eHow, Answerbag), encyclopedia.com, chacha.com, 123people.com, networkedblogs.com e altri.</p>
<p style="text-align: justify">La novità anti-spam del motore di ricerca &#8220;alternativo&#8221; (e disponibile anche in versione mobile) rappresenta una ulteriore accelerazione nella guerra recentemente acuitasi tra network pubblicitari e servizi di ricerca online, una guerra che anche Google dice di voler combattere mettendosi dalla parte degli utenti contro chi spaccia spazzatura per vendere inserzioni pubblicitarie.</p>
<p style="text-align: justify">Ma i primi risultati delle modifiche che Mountain View ha detto di voler apportare agli algoritmi di selezione del ranking non sono esattamente incoraggianti, visto che &#8211; come Google stessa conferma &#8211; la percentuale di query interessate ammonterebbe ad appena lo 0,5 per cento del totale. L&#8217;obiettivo, dicono da Mountain View, resta quello di far trovare agli utenti &#8220;i siti che hanno prodotto i contenuti originali piuttosto che un sito che ha raccolto o copiato da essi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Alfonso Maruccia di punto-informatico</p>
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		<title>Mozilla aggiunge Prism dentro Chromeless</title>
		<link>http://www.toso.info/2011/02/07/101mozilla-aggiunge-prism-dentro-chromeless/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 08:46:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo due anni di aggiornamenti col contagocce, Mozilla Labs decide di riadattare l&#8217;utility dedicata alla creazione di web application come plug-in di Chromeless, il nuovo toolkit sperimentale che permette di forgiare una propria interfaccia utente. Prism è quell&#8217;add-on gratuito creato da Mozilla che permette realizzare dei gadget per il desktop, con tanto di icona, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo due anni di aggiornamenti col contagocce, Mozilla Labs decide di riadattare l&#8217;utility dedicata alla creazione di web application come plug-in di Chromeless, il nuovo toolkit sperimentale che permette di forgiare una propria interfaccia utente.</p>
<p style="text-align: justify">Prism è quell&#8217;add-on gratuito creato da Mozilla che permette realizzare dei gadget per il desktop, con tanto di icona, per accedere ad una precisa pagina web senza dover utilizzare il browser &#8220;intero&#8221;. Si basa sullo stesso motore di Firefox e può funzionare su Mac, Linux e Windows.<span id="more-101"></span></p>
<p style="text-align: justify">Chromeless è invece una piattaforma vera, che può essere usata per cambiare volto al browser impiegando tecnologie che spaziano tra HTML, CSS e JavaScript. Dopo aver riempito la GUI vuota è anche possibile finalizzare il proprio prototipo e distribuirlo su altri computer come prodotto finalizzato.</p>
<p style="text-align: justify">Anche se la differenza tra &#8220;creazione di un browser con GUI personalizzata&#8221; e &#8220;creazione di una web app desktop&#8221; è alquanto sottile, la scelta di includere Prism nella cassetta degli attrezzi di Chromeless potrebbe apparire poco sensata pensando al target. Il primo era nato come strumento semplificato, dedicato all&#8217;utente finale, mentre il secondo resta comunque un kit professionale per sviluppatori.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Roberto Pulito di punto-informatico</p>
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		<title>Più sicurezza: nasce SaferChrome</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 16:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sicuramente sarà capitato anche a voi di ricevere delle mail di banche o affini che vi chiedevano di accedere alle loro pagine per richiedere un premio o per una semplice procedura di verifica. Una volta cliccato sugli appositi link si viene proiettati in una pagina molto simile a quella dell’istituto di credito originale ma che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Sicuramente sarà capitato anche a voi di ricevere delle mail di banche o affini che vi chiedevano di accedere alle loro pagine per richiedere un premio o per una semplice procedura di verifica. Una volta cliccato sugli appositi link si viene proiettati in una pagina molto simile a quella dell’istituto di credito originale ma che, se utilizzata con le proprie credenziali, fornirà i dati di accesso al nostro conto a qualche malintenzionato. Quello di cui siete stati oggetto non è altro che una delle tecniche base del phising. Queste tecniche sono rivolte a carpire, sfruttando la buona coscienza delle persone, i dati sensibili dei propri conti o della carte di credito in maniera da utilizzarli per scopi più o meno leciti.<span id="more-82"></span></p>
<p style="text-align: justify">In generale, tutti gli istituti bancari utilizzano delle connessioni cifrate individuabili con un lucchetto vicino alla barra degli indirizzi o in fondo a destra nella pagina del nostro browser in grado di garantire maggiore sicurezza ai propri utenti. SaferChrome è un’ottima estensione dedicata al browser di casa Google in grado di fornirci informazioni sulla sicurezza delle pagine che visitiamo. Una volta installato vedremo, durante la navigazione, un’apposita icone vicino alla barra degli indirizzi che si colorerà di verde se il portale è sicuro, di giallo se vi sono vulnerabilità non critiche e di rossa se ci sono le basi potenziali per essere dannoso.</p>
<p style="text-align: justify">Se clicchiamo sull’icona avremo anche ulteriori informazioni sulla sicurezza del sito che stavamo visitando. Un ottimo metodo per capire e rendersi conto se i siti che visitiamo quotidianamente sia sicuri e quindi protetti contro il phising oppure no.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: news.tecnozoom.it</p>
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		<title>News Corp. pronta a dire addio a Myspace</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 14:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sapevamo ormai da parecchio tempo quanto la News Corp desiderasse vendere MySpace, uno dei pionieri dell’ambiente social che ha subito un forte declino a seguito della diffusione di Facebook. A seguito della pubblicazione di un report finanziario della società si è inteso quanto la compagnia necessitasse di realizzare la vendita e questo pare proprio il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Sapevamo ormai da parecchio tempo quanto la News Corp desiderasse vendere MySpace, uno dei pionieri dell’ambiente social che ha subito un forte declino a seguito della diffusione di Facebook. A seguito della pubblicazione di un report finanziario della società si è inteso quanto la compagnia necessitasse di realizzare la vendita e questo pare proprio il momento più adatto per riuscirci, almeno secondo le dichiarazioni di Chase Casey della News Corp.</p>
<p style="text-align: justify">Negli ultimi mesi gli sforzi per dare nuovo impulso a MySpace sono stati tanti, a partire da un nuovo design e persino un accordo col “nemico” Facebook, ma tutto ciò non sembra essere bastato a garantire introiti pubblicitari sufficienti, che sono anzi diminuiti molto oltre le aspettative. <span id="more-77"></span>La settimana scorsa si è diffusa la notizia che il 60% degli impiegati MySpace potrebbero essere licenziati (ma per fortuna saranno un po’ meno, circa la metà). Quando una società arriva a licenziare circa il 30% degli impiegati significa che le cose non vanno per niente bene.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo quanto affermato da Chase Carey, il nuovo MySpace ha un buon potenziale, è stato accolto bene e ha indicatori incoraggianti per il futuro. Come sempre c’è un però:</p>
<p style="text-align: justify">Questa affermazione può tradursi in diversi modi: o realmente Carey e il suo team pensano che MySpace abbia ancora speranze di riprendersi e svoltare, oppure hanno deciso che investire nuove risorse in questo progetto non abbia senso e sia meglio “mollare il peso” a qualche altro interessato. Comunque stiano le cose, la decisione di vendita in questo momento dice molto sulla situazione del social network.</p>
<p style="text-align: justify">News Corp. ha certamente il diritto di agire nei propri interessi, ma resta da capire se riuscirà a vendere o meno MySpace nelle condizioni in cui è.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: downloadblog.it</p>
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		<title>Google Latitude, alcune novità</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google Latitude diventa sempre più social e, seguendo le offerte degli altri social network geolocalizzati, dà ora ai suoi utenti la possibilità di effettuare check-in e aggiudicarsi distintivi simbolici. Con qualche novità dal punto di vista dell&#8217;automazione. Con l&#8217;aggiornamento di novembre il servizio di geolocalizzione di Google aveva assunto un taglio sempre più social: oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Google Latitude diventa sempre più social e, seguendo le offerte degli altri social network geolocalizzati, dà ora ai suoi utenti la possibilità di effettuare check-in e aggiudicarsi distintivi simbolici. Con qualche novità dal punto di vista dell&#8217;automazione.</p>
<p style="text-align: justify">Con l&#8217;aggiornamento di novembre il servizio di geolocalizzione di Google aveva assunto un taglio sempre più social: oltre ad offrire la possibilità di registrare la cronologia dei propri spostamenti, faceva il suo esordio Google Location Alerts, attraverso cui l&#8217;utente può scegliere di ricevere notifiche via email o SMS nel momento in cui un amico si trova nelle vicinanze.</p>
<p style="text-align: justify">Proprio in questa direzione va anche l&#8217;ultimo aggiornamento: l&#8217;utente stesso, ora, potrà effettuare il check-in pubblicizzando non solo alla cerchia di amici ma anche ad altri la propria posizione attraverso il proprio Google Profile, aggiungendovi foto o informazioni sull&#8217;attività che si sta svolgendo in quel luogo. Al via, inoltre, la possibilità di vedersi attribuire con l&#8217;utilizzo del servizio una serie di distintivi &#8220;VIP&#8221; e &#8220;Guru&#8221; sul modello instaurato dagli altri protagonisti del settore.<span id="more-70"></span></p>
<p style="text-align: justify">A differenza di alcuni di questi, inoltre, Google Latitude permetterà di automatizzare (come già fa da un anno Foursquare) il check-in in determinati luoghi indicati dall&#8217;utente, effettuandolo senza che questi prenda in mano lo smartphone. Allo stesso modo sarà automatico il check-out nel momento in cui si lascia il luogo indicato, un&#8217;altra novità dell&#8217;aggiornamento.</p>
<p style="text-align: justify">I 10 milioni di utenti che possono vedere sulla mappa dove si trovano approssimativamente i propri amici potranno dunque decidere ora di scegliere di geolocalizzare la propria posizione in automatico e in background. Rischiando di arrivare al punto di dimenticare di essere di fatto tracciati.</p>
<p style="text-align: justify">Il check-in, tuttavia, rappresenta un servizio esclusivamente opt-in: occorre scegliere di utilizzarlo e, data la pervasività che può avere nella vita di una persona, con i conseguenti rischi connaturati, questa era l&#8217;unica soluzione per evitare accuse di violazione della privacy degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify">Per ribadire l&#8217;intenzione di lasciare il controllo in mano all&#8217;utente, il servizio permette di scegliere se condividere il singolo check-in pubblicamente, solo con gli amici o se tenerlo per sé.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;aggiornamento sarà per il momento disponibile su Google Maps 5.1 per Android e arriverà su iPhone (dove ha esordito da dicembre) nei prossimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Claudio Tamburrino di punto-informatico.it</p>
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		<title>Mozy, cambio delle proprie offerte</title>
		<link>http://www.toso.info/2011/02/02/mozy-cambio-delle-proprie-offerte/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino a oggi, molti utenti erano attratti dalla possibilità di effettuare il proprio backup online tramite i servizi di Mozy, che offre spazio illimitato per un&#8217;abbordabile cifra mensile o annuale. A partire dal primo di marzo ciò non sarà più possibile: con la crescita continua dei contenuti multimediali in possesso degli utenti, offrire spazio illimitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Fino a oggi, molti utenti erano attratti dalla possibilità di effettuare il proprio backup online tramite i servizi di Mozy, che offre spazio illimitato per un&#8217;abbordabile cifra mensile o annuale.</p>
<p style="text-align: justify">A partire dal primo di marzo ciò non sarà più possibile: con la crescita continua dei contenuti multimediali in possesso degli utenti, offrire spazio illimitato non è più economicamente sostenibile per Mozy, che varierà di conseguenza le proprie offerte.</p>
<p style="text-align: justify">Fonte: zeusnews.it</p>
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		<title>Allarme MHTML per Windows</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 17:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì scorso i tecnici Microsoft hanno rilasciato un nuovo FixIt che tampona una vulnerabilità di tipo Information Disclosure presente nel protocollo MHTML di Windows. Eseguendo il file .MSI il protocol handler viene disattivato e a quel punto il browser non dovrebbe più inciampare in uno script maligno. Con un indirizzo opportunamente manipolato, che richiami il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/ie7.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-48" style="border: 1px solid black;margin: 3px" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/ie7-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>Venerdì scorso i tecnici Microsoft hanno rilasciato un nuovo FixIt che tampona una vulnerabilità di tipo Information Disclosure presente nel protocollo MHTML di Windows. Eseguendo il file .MSI il protocol handler viene disattivato e a quel punto il browser non dovrebbe più inciampare in uno script maligno.</p>
<p style="text-align: justify">Con un indirizzo opportunamente manipolato, che richiami il gestore MHTML per aprire un documento HTML, un malintenzionato potrebbe infatti attaccare e superare le difese di Windows. La vulnerabilità è diventata pubblica all&#8217;inizio scorsa settimana, quando il sito web cinese WooYun.org ha pubblicato l&#8217;exploit online.<span id="more-47"></span></p>
<p style="text-align: justify">Gli utenti che utilizzano Internet Explorer sono i più esposti al problema, ma anche Opera gestisce nativamente il formato MIME HTML, mentre Chrome e Firefox lo supportano soltanto con un plugin apposito.</p>
<p style="text-align: justify">Anche se al momento non si segnalano attacchi effettuati passando da questa nuova falla Zero Day, si teme per la stabilità dei server utilizzati dai fornitori di servizi e si attende un vero e proprio aggiornamento fuori programma per i sistemi operativi di Redmond.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Roberto Pulito di punto-informatico.it</p>
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		<title>Gli over 50 a scuola di internet</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Da quando abbiamo attivato il corso di Facebook c&#8217;è stato un boom. I nostri iscritti vanno matti per il social network e la lezione serale delle 18 è sempre piena&#8221;. A parlare è Luisa Toeschi, direttore di Internet Saloon, la scuola gratuita di informatica dedicata a un pubblico over 50 che quest&#8217;anno festeggia i dieci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="Gli over 50 a scuola di internet" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2009/10/internet-tastiera-150x150.jpg" alt="Gli over 50 a scuola di internet" width="105" height="105" />&#8220;Da quando abbiamo attivato il corso di Facebook c&#8217;è stato un boom. I nostri iscritti vanno matti per il social network e la lezione serale delle 18 è sempre piena&#8221;. A parlare è Luisa Toeschi, direttore di Internet Saloon, la scuola gratuita di informatica dedicata a un pubblico over 50 che quest&#8217;anno festeggia i dieci anni di apertura a Milano con l&#8217;inaugurazione di tre nuove sedi, Napoli, Bari e Ancona, che vanno ad affiancarsi a quelle già esistenti di Sondrio, Pavia e Catania. Un esercito di oltre 3mila iscritti tutti sopra i 50 anni che quest&#8217;anno apprenderanno da un team selezionato di studenti universitari &#8211; preferibilmente non futuri ingegneri ma agronomi, filosofi, commercialisti con abilità tecnologiche che vengono preparati attraverso un corso di formazione &#8211; i segreti dell&#8217;informatica e del mondo di internet. Grazie alla partecipazione progettuale ed economica di quattro partner, Gruppo credito valtellinese, HP, Microsoft e Telecom Italia, i corsi, che vengono gestiti dall&#8217;AIM Associazione interessi metropolitani, hanno una formula comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi, ad esempio, non ha mai utilizzato un computer e vuole imparare ad inviare mail, navigare in rete o chattare in webcam con figli e nipoti dall&#8217;altro capo del mondo, viene iscritto al corso internet base: in un giorno, ovvero un&#8217;unica lezione della durata di sei ore, la navigazione diventa già una realtà. Ma, a seconda delle sedi, ci sono anche altri corsi, come quello di Word, di fotografia digitale, di antivirus e sicurezza in rete, di eBay e di musica digitale. Tutti gli Internet Saloon, ospitati in zone centrali e in palazzi di prestigio come quello delle Stelline a Milano, dispongono di una stessa struttura doppia. Da un lato un&#8217;aula didattica dedicata ai corsi, con postazioni multimediali e maxi schermo, dall&#8217;altro una palestra informatica dove, chi ha già concluso il corso, può tornare a fare esercizio e praticare le conoscenze acquisite. Ma non solo. Il progetto non si limita all&#8217;insegnamento. Quello degli Internet Saloon è un esperimento sociale che mette a contatto una generazione over 50, con picchi che arrivano fino ai 90 anni, con un mondo popolato da giovani studenti, che fa uscire gli anziani dalle loro case per incontrare persone che come loro spesso devono far fronte alla solitudine e alla depressione. Nascono nuove amicizie, nuove coppie e si aprono le porte di un mondo nuovo.<span id="more-22"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi sono questi silver surfer coraggiosi che navigano con destrezza e socializzano volentieri? A ritrarre i circa 35mila studenti che dal 2000 sono passati negli Internet Saloon è Luisa Toeschi. &#8220;A Milano abbiamo un 50% di uomini e un 50% di donne iscritte, sono quasi tutti ex lavoratori, dagli avvocati agli insegnanti, con un&#8217;età media intorno ai 70 anni. A Pavia invece, e qui si vede la differenza tra città e provincia, sono le donne, soprattutto casalinghe, a seguire le lezioni con un&#8217;età media tra i 55 e i 65 anni. A Catania gli studenti sono quasi tutti professionisti in pensione. Sondrio poi è stata una sorpresa: in sei anni di attività abbiamo avuto tra i nostri studenti il 20% della popolazione&#8221;. Tra tutti ci sono poi gli iscritti che hanno lasciato un ricordo più spiccato. Come la più anziana, una signora veneziana di 95 anni che a fine lezione era felice, ma anche un po&#8217; stanca. O come un agricoltore intervenuto a Pavia in occasione dell&#8217;inaugurazione del nuovo anno accademico, stivali infangati, camicia a quadrettoni e mani così grandi da riuscire a digitare con fatica. Ma c&#8217;è stato anche il miglior allievo, un signore milanese di 93 anni, che Microsoft ha premiato con un computer fiammante finito nelle mani del nipote perché troppo moderno per lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno poi, a fine corso, le sedi organizzano una festa e oltre alla consegna dell&#8217;attestato, si mangia, si beve e si indossano i cappellini da diplomati. A Natale poi c&#8217;è il concorso di poesia e racconti e si mangia il panettone. A Milano si organizzano anche camminate in montagna, visite a mostre e partecipazioni a conferenze di tecnologia, amatissime dagli studenti. Un mondo tutto da scoprire che gli organizzatori vorrebbero portare presto in tutta Italia. &#8220;Nell&#8217;ultimo anno gli over 65 che usano internet sono aumentati del 15% &#8211; spiega Umberto Paolucci, vice presidente di Microsoft Corporation &#8211; e la sfida è destinata a diventare più facile se è la tecnologia ad andare incontro alle persone. L&#8217;informatica è un vero elisir di lunga vita che permette l&#8217;accesso al mondo&#8221;. E lo confermano i dati emersi dall&#8217;analisi della navigazione dei silver surfer italiani: tra i siti più visitati ci sono quelli di home banking, aperti fino a tre volte in una stessa giornata. Insomma una visitina in banca ogni tanto la faranno pure, ma la comodità di controllare il proprio conto da casa sembra piacere molto ai navigatori d&#8217;argento. Vanno forte anche i blog, molti studenti ne aprono uno per rimanere in contatto con gli altri iscritti al corso, i siti di viaggi ma soprattutto Facebook. Anche per i silver surfer è il social network il re della rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Porta a Porta e le responsabilità dei blogger</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La serata televisiva è stata monopolizzata dai casi misto politica/gossip che tutti ben conosciamo. In tarda serata, però, c&#8217;è stato un improvviso angolino dedicato alla rete nel contesto che storicamente meno si addice all&#8217;argomento: il salotto di Porta a Porta. Il passato della trasmissione è noto e gli strali contro i blogger ed i pericoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="blog" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2009/10/blog-150x150.jpg" alt="blog" width="105" height="105" />La serata televisiva è stata monopolizzata dai casi misto politica/gossip che tutti ben conosciamo. In tarda serata, però, c&#8217;è stato un improvviso angolino dedicato alla rete nel contesto che storicamente meno si addice all&#8217;argomento: il salotto di Porta a Porta. Il passato della trasmissione è noto e gli strali contro i blogger ed i pericoli della rete hanno già raccolto ogni tipo di critica relativamente alla qualità del servizio pubblico portato sulla rete ammiraglia della RAI. Il presente è relativo alla nuova battaglia politica sul tema: l&#8217;estensione della legge sulla stampa agli &#8220;editori&#8221; del web.</p>
<p style="text-align: justify;">Bruno Vespa nel caso specifico si esula dal dibattito, ma tenta di entrare nel cuore del problema ponendo una domanda nel modo più diretto possibile: «Se uno su Internet mi dà del pedofilo, io lo posso denunciare?». Quel che emerge dalla domanda è anche ciò che emerge dalla maggior parte delle risposte: una scarsa conoscenza del tema. Trapela dai contenuti e dalle pause, dall&#8217;accavallarsi delle teorie e dalla continua confusione sui termini. Ignazio Marino (PD) tenta di esporre per primo la propria tesi: l&#8217;accusa alla destra è quella di voler estendere ai blogger ed alle piattaforme in rete le limitazioni imposte dalla legge sulla stampa, con i medesimi rischi e le medesime responsabilità. Il riferimento alla proposta Pecorella/Costa appare diretto ed inequivocabile.<span id="more-18"></span><!--more--></p>
<p style="text-align: justify;">La controparte passa al contrattacco con il più tipico dei ritmi televisivi, rendendo difficile seguire il discorso. Nelle rare pause traspare però un certo sconcerto, espresso in modo particolare da Maurizio Belpietro il quale si chiede perché la rete debba essere al di sopra delle regole e si debba predicare in favore di una libertà assoluta e immotivata. Belpietro sembra particolarmente favorevole all&#8217;estensione della legge sulla stampa anche al web, poiché identificherebbe responsabilità precise in capo a precisi responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Ignazio La Russa prende parola, chiede anzitutto che la battaglia pro-web non venga politicizzata, usando in modo particolare Di Pietro e Grillo come bandiere che la sinistra ostenta per cercare di accaparrarsi i favori della Rete. La Russa promette disponibilità a discutere sull&#8217;argomento, sottolineando come sia necessario far chiarezza sul tema e garantire la rete come piattaforma di dibattito e condivisione. In particolare, però, il Ministro della Difesa si schiera dalla parte di chi possa essere offeso da informazioni immesse online, invocando una legge che possa garantire la tutela legale di chi intende difendersi da un attacco altrui.</p>
<p style="text-align: justify;">Le poltroncine di sinistra tornano all&#8217;attacco predicando la necessità di una massima tutela della libertà di espressione, chiedendo garanzie per quelle piattaforme come Google che permettono agli utenti di portare online le proprie opinioni. Il teorema è confuso e poco lineare, ma il principio è quello per cui l&#8217;estensione della legge sulla stampa al web implicherebbe un regime viziato per troppi versi simile a quello della censura cinese. L&#8217;immagine è forte, ma si sa: la tv non è fatta per le espressioni prive di colore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito si chiude improvvisamente con Bruno Vespa che lancia un contributo filmato su altro tema: al ritorno in studio il capitolo Internet è chiuso.</p>
<p style="text-align: justify;">La discussione non ha ovviamente apportato nulla di nuovo ad un dibattito che invece sarebbe oltremodo attuale ed assolutamente cruciale. Le posizioni dei due schieramenti sono sufficientemente chiare, ma un comune filo sembra unire le parti nel senso di una scarsa conoscenza sul tema. In ballo, in questo momento, ci sono già molti contenuti: gli onorevoli Pecorella e Costa (PDL) hanno già avanzato la propria proposta di legge, alcuni attivisti hanno già avanzato le proprie contestazioni e l&#8217;on. Cassinelli (PDL) ha dimostrato a più riprese di voler trovare una posizione equilibrata sul tema. La sinistra ha nel contempo formulato le proprie proposte tramite le firme Vita/Vimercati in calce ad un testo plasmato attorno al concetto di Net Neutrality. Al tempo stesso è in atto un processo contro Google che per molti versi va a coinvolgere i temi tirati in ballo a Porta a Porta, con la piattaforma costretta a difendere il proprio agire per non aver censurato a priori il contenuto immesso da un utente (sottolinea a tal proposito lo studio Bruno Leoni come l&#8217;estensione al web della legge sulla stampa dovrebbe però quantomeno prevedere anche l&#8217;estensione delle tutele, il che dovrebbe però partire da una miglior definizione di &#8220;editore&#8221;, &#8220;editoria&#8221; ed altri termini fondamentali per l&#8217;interpretazione giuridica delle norme relative).</p>
<p style="text-align: justify;">«Andiamo tutti a dormire»: così Vespa congeda il proprio salotto. In tv il dibattito non ha fatto alcun passo avanti. Ma probabilmente non poteva essere altrimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Opera sui cellulari Samsnug</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2006 14:28:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Opera e Sasmung hanno firmato un accordo che prevede l&#8217;utilizzo del popolare browser Opera sui futuri cellulari del produttore coreano. Il borwser Opera è particolarmente apprezzato per la sua tecnologia Small Screen Rendering che permette la riformattazione della pagina web per adattarla al piccolo schermo dei cellulari eliminando lo scrolling orozzontale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2006/12/opera.thumbnail.gif" id="image5" title="Opera sui cellulari Samsnug" alt="Opera sui cellulari Samsnug" align="left" />  <img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2006/12/samsung_logo.thumbnail.jpg" id="image8" title="Opera sui cellulari Samsnug" alt="Opera sui cellulari Samsnug" align="left" /></p>
<p>Opera e Sasmung hanno firmato un accordo che prevede l&#8217;utilizzo del popolare browser Opera sui futuri cellulari del produttore coreano.<br />
Il borwser Opera è particolarmente apprezzato per la sua tecnologia Small Screen Rendering che permette la riformattazione della pagina web per adattarla al piccolo schermo dei cellulari eliminando lo scrolling orozzontale.</p>
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		<title>Scarica tre film da internet bolletta da 50 mila euro</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Dec 2006 22:24:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Una bolletta da 50 mila euro per aver scaricato tre film da internet: è quanto dovrà pagare un 30enne di Ciserano (Bergamo) per aver utilizzato un po&#8217; troppo la connessione mobile acquistata solo due mesi fa per connettersi alla rete senza la linea telefonica.E&#8217; Ignorando che, dopo una certa soglia ,avrebbe iniziato a pagare 0,2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2006/12/tele2.thumbnail.jpg" id="image3" title="Scarica tre film da internet bolletta da 50 mila euro" alt="Scarica tre film da internet bolletta da 50 mila euro" align="left" />Una bolletta da 50 mila euro per aver scaricato tre film da internet: è quanto dovrà  pagare un 30enne di Ciserano (Bergamo) per aver utilizzato un po&#8217; troppo la connessione mobile acquistata solo due mesi fa per connettersi alla rete senza la linea telefonica.E&#8217;  Ignorando che, dopo una certa soglia ,avrebbe iniziato a pagare 0,2 centesimi di euro per ogni kilobyte scaricato, il giovane infatti è rimasto connesso a internet per moltissime ore, facendo lievitare il conto fino all&#8217;astronomica cifra di oltre 49 mila euro. In ottobre l&#8217; artigiano di Ciserano aveva deciso di dotarsi di un collegamento a internet ma, non avendo la linea telefonica in casa, si era rivolto ad un negozio di telefonia chiedendo quale fosse la soluzione più adatta alle sue esigenze.</p>
<p>Secondo quanto sostiene l&#8217; artigiano il commerciante gli avrebbe proposto una connessione mobile, pensata per l&#8217; utenza d&#8217; affari, quindi per coloro che hanno necessità  di accedere spesso a internet. Il contratto stipulato con il gestore telefonico, pensato per l&#8217;utenza &#8216;business&#8217;, prevede il pagamento di un canone mensile di 35 euro per un traffico fino a 600 megabyte a bimestre. L&#8217; artigiano era convinto invece di poter navigare 24 ore su 24 a proprio piacimento come se fosse una normale connessione &#8216;flat&#8217;.</p>
<p>Il trentenne di Ciserano, che deve fare i conti ora con una bolletta record, si è rivolto all&#8217; Unione bergamasca dei consumatori per chiedere consiglio e per cercare di risolvere la salatissima, per il suo portafoglio, questione.</p>
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