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		<title>Editoria: ENPA contro Apple</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 09:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quale sia il futuro dell’editoria se lo stanno chiedendo in molti. Come saprete, la strada intrapresa da Rupert Murdoch passa attraverso il Daily e l’iPad. Sulla scia di Murdoch molti allora hanno intravisto proprio nel sistema di vendite Apple, il famoso iTunes Store, uno dei possibili modelli vincenti. Tutto bene? Non proprio. Bbc ha pubblicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/iphone_5-480x2101.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-134" style="border: 0pt none; margin: 3px;" title="iphone_5-480x210" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/iphone_5-480x2101-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quale sia il futuro dell’editoria se lo stanno chiedendo in molti. Come saprete, la strada intrapresa da Rupert Murdoch passa attraverso il Daily e l’iPad. Sulla scia di Murdoch molti allora hanno intravisto proprio nel sistema di vendite Apple, il famoso iTunes Store, uno dei possibili modelli vincenti.<span id="more-119"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto bene? Non proprio. Bbc ha pubblicato la notizia sulle preoccupazioni dell’European Newspaper Publishers’ Association (ENPA) riguardanti Apple. La casa di Cupertino non ha mai nascosto la propria “predilezione” per i sistemi chiusi, siano computer o terminali mobili. Ecco allora la volontà di Apple di far passare dall’iTunes Store tutti i download di contenuti editoriali da leggere sull’iPad.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un lato ENPA denuncia che, proprio in questi giorni, alcuni quotidiani europei hanno ricevuto da Apple un’interdizione per poter offrire edizioni gratuite. Dall’altro afferma che, obbligando tutti a passare dall’iTunes Store, non sarà più possibile abbonarsi tramite i siti dei quotidiani.</p>
<p style="text-align: justify;">L’oggetto del contendere è chiaro a tutti. Gran parte dei profitti degli editori andrebbe ad Apple: sugli acquisti dall’iTunes Store c’è infatti una commissione del 30%. A questo si aggiunge un aspetto di non secondaria importanza. Apple toglierebbe dalle mani degli editori anche la raccolta dei dati personali degli abbonati, importanti quando si tratta di vendere pubblicità online.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal canto suo Apple non ha commentato le critiche di ENPA. Per il momento ha negato che vi sia l’obbligo di fare acquisti unicamente da iTunes Store, ad oggi ha semplicemente introdotto la possibilità di utilizzarlo. Una differenza sostanziale, secondo Apple, ma che alimenta comunque le polemiche: l’iTunes Store è il mezzo preferito dagli utenti per gli acquisti, grazie però anche alla posizione dominante all’interno dei prodotti Apple. La questione è seria: in Belgio il Ministro dell’Economia ha chiesto l’apertura di un’inchiesta sui piani di Apple per la vendita di e-newspaper, l’obiettivo è capire se l’azienda operi in un regime di posizione dominante.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda è ancora lontana da dirsi conclusa, visti gli interessi in gioco. C’è solo da capire se sul fronte opposto, ovvero i tablet con sistema operativo Android, ci saranno le stesse limitazioni. Il successo di iPad e di Android/Tablet, potrebbe passare anche dagli accordi commerciali delle case editrici: chi vincerà?</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: downloadblog.it</p>
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		<title>Smartphone, la scalata di Android</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 09:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo anno l&#8217;utilizzo degli smartphone negli Stati Uniti è cresciuto del 60 per cento. Lo dice un&#8217;altra analisi di mercato, stavolta condotto da ComScore. Secondo i dati nell&#8217;ultimo quarto conclusosi a dicembre i possessori di smartphone sono cresciuti fino a 63,2 milioni: RIM domina ancora il mercato, ma con una percentuale, il 31,6 per cento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/android_logo-480x210.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-138" title="android_logo-480x210" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/android_logo-480x210-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Nell&#8217;ultimo anno l&#8217;utilizzo degli smartphone negli Stati Uniti è cresciuto del 60 per cento. Lo dice un&#8217;altra analisi di mercato, stavolta condotto da ComScore.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati nell&#8217;ultimo quarto conclusosi a dicembre i possessori di smartphone sono cresciuti fino a 63,2 milioni: RIM domina ancora il mercato, ma con una percentuale, il 31,6 per cento, in calo di 5,7 punti. Allo stesso modo hanno perso quota Microsoft (8,4 per cento) e Palm (3,7).</p>
<p style="text-align: justify;">l dato più rilevante è quello che conferma il trend di crescita di Android, quello a guadagnare maggiormente rispetto a questa espansione di mercato. Il sistema operativo di Google e iOS sono gli unici sistemi operativi ad essere cresciuti negli ultimi tre mesi: <span id="more-114"></span>il primo addirittura del 7,3 per cento fino ad arrivare al 28,7 per cento del mercato che vale il secondo posto (almeno per i dati ComScore, mentre per quelli IDC resta al terzo) a discapito di Apple che guadagna solo lo 0,7 per cento (da 24,3 al 25 per cento) e attende il lancio del nuovo modello.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello hardware si consolida al primo posto Samsung (24,8 per cento) che sempre dei prodotti Android fa un elemento di spicco (la serie Galaxy S in primis) e che ha guadagnato il 13 per cento. Relegata al quinto posto, invece, Nokia che negli Stati Uniti tiene appena il 7 per cento del mercato, un calo dello 0,4 per cento rispetto al periodo precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Claudio Tamburrino di punto-informatico.it</p>
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		<title>A breve uscirà il Playstation Phone</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 09:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica prossima il Sony Ericsson Xperia Play uscirà finalmente allo scoperto. A guardar bene, la sua esistenza è già stata ufficializzata ma per saperne di più bisognerà attendere l&#8217;apertura del Mobile World Congress di Barcellona, fissata per il 13 febbraio. Dopo l&#8217;incontro con la nuova PSP Sony, chiamata NGP, è arrivato quindi il turno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/playstation-logo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-144" title="playstation-logo" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/playstation-logo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Domenica prossima il Sony Ericsson Xperia Play uscirà finalmente allo scoperto. A guardar bene, la sua esistenza è già stata ufficializzata ma per saperne di più bisognerà attendere l&#8217;apertura del Mobile World Congress di Barcellona, fissata per il 13 febbraio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;incontro con la nuova PSP Sony, chiamata NGP, è arrivato quindi il turno di questo chiacchierato ibrido tra smartphone Android e console portatile, legato a doppio filo con il brand ludico Sony. Anche se le anteprime &#8220;ufficiose&#8221; hanno già mostrato l&#8217; Xperia Play alle prese con un emulatore della storica PS One, c&#8217;è ancora molto da chiarire sul PlayStation Suite, lo shop che farà sconfinare i classici Sony in campo mobile.<span id="more-111"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Al momento sembra che croce direzionale e tasti fisici (cerchio, quadrato, triangolo e ics) potranno essere utilizzati solamente con i videogame del catalogo PlayStation. Molto probabilmente i giochi Android che usciranno d&#8217;ora in poi inizieranno a tener conto di questo sistema di controllo da handheld &#8220;classico&#8221;, come configurazione alternativa allo scivoloso touch screen.</p>
<p style="text-align: justify;">Le altre caratteristiche tecniche, più o meno confermate, parlano di un display touchscreen capacitivo da 4 pollici a 16.7 milioni di colori (854 x 480 pixel), sistema operativo Android 2.3.1 e connettività 2G/3G/WiFi. Sotto la pelle di Xperia Play dovrebbe poi battere un processore Qualcomm MSM8655 da 1GHz, con 512MB di RAM e 1GB di ROM. Restano comunque da chiarire autonomia della batteria e prezzo ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ingannare l&#8217;attesa Sony Ericsson rilascia un primo spot dello smartphone, originale quanto disturbante, in puro stile PlayStation. Nella clip in questione la mascotte androide si ritrova in una sala operatoria clandestina, che sembra uscita da un racconto cyberpunk, con un paio di pollici umani trapiantati. Grazie all&#8217;arrivo di queste due appendici il robottino potrà utilizzare il joypad integrato nel nuovo dispositivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Roberto Pulito di punto-informatico.it</p>
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		<title>Canon, a marzo nuove importanti uscite</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il segmento delle reflex digitali entry level saluta due nuovi membri della famiglia Canon EOS Rebel: la T3 e la T3i. Ma l&#8217;azienda nipponica ha presentato anche quattro nuove PowerShot con display touchscreen e GPS integrato. Tutti modelli che arriveranno sugli scaffali europei entro la fine di marzo. In Europa le Rebel T3 e T3i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/ffgghdhd.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-142" style="border: 0pt none; margin: 3px;" title="ffgghdhd" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/ffgghdhd-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il segmento delle reflex digitali entry level saluta due nuovi membri della famiglia Canon EOS Rebel: la T3 e la T3i. Ma l&#8217;azienda nipponica ha presentato anche quattro nuove PowerShot con display touchscreen e GPS integrato. Tutti modelli che arriveranno sugli scaffali europei entro la fine di marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">In Europa le Rebel T3 e T3i verranno commercializzate come EOS 1100D e 600D. La prima proporrà un sensore CMOS APS-C da 12.2 megapixel (100-6400 ISO), sistema d&#8217;autofocus a 9 punti e processore DiGiC 4. Potrà registrare filmati in alta definizione (720P) e sfruttare l&#8217;uscita HDMI per trasferirli sulla TV. Il corpo macchina includerà comunque un display posteriore fisso da 2,7 pollici di diametro. <span id="more-107"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La sorella maggiore avrà invece a disposizione 18 megapixel per gli scatti, qualità Full HD (1080P) per i filmati e un display da 3 pollici orientabile. Tutte e due i modelli integreranno delle funzioni speciali dedicate i principianti, come la modalità scatto Basic+ e i filtri Creative Auto. Il prezzo consigliato, in versione solo corpo, è di 480 euro per la EOS 1100D e 690 euro per la EOS 600D.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le nuove PowerShot, Canon ha poi presentato la sua prima fotocamera con modulo GPS integrato chiamata SX-230 HS. Si tratta di una compatta da 12,1 megapixel con obiettivo grandangolare 14x (equivalente a 28-382mm) e registrazione video Full HD, venduta a 326 euro. A quanto sembra, la stessa macchina verrà commercializzata anche in una versione senza antenna satellitare per il geotagging: si tratta della SX220 HS da 294 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">500 HS, 300 HS e 100 HS completano il quadro delle nuove PowerShot in uscita. Le tre fotocamere hanno in comune lo stesso sensore CMOS retroilluminato, ad alta sensibilità, pensato per attenuare il rumore di fondo. La Canon ELPH 100 HS (199 euro) è la entry level del gruppo, con schermo LCD 3 pollici e zoom ottico 4x. L&#8217;intermedia 300 HS (249 euro) si propone con un corpo ancora più slim, display da 2.7 pollici, zoom ottico 4x, grandangolare da 24mm e stabilizzatore d&#8217;immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">La più consistente ELPH 500 HS (299 euro) si presenta invece con touchscreen da 3.2 pollici e uno zoom ottico 4,4x. Anch&#8217;essa potrà contare su lenti con escursione fino a 24mm, stabilizzatore ottico d&#8217;immagine e registrazione video nel formato 1080P. Come di consueto, le nuova compatte Canon saranno vendute in una manciata di colorazioni differenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Roberto Pulito di punto-informatico.it</p>
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		<title>Blekko contro lo spam del search</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 09:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver introdotto la possibilità di fare ricerche online a prova di spam e contenuti non pertinenti, Blekko fa ora un ulteriore passo in avanti contro la iattura delle content farm e delle pagine web messe in piedi con il solo scopo di scalare i ranking nei motori di ricerca. La piccola startup del search [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/blekko_x2201.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-148" style="border: 0pt none; margin: 3px;" title="blekko_x220" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/blekko_x2201-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo aver introdotto la possibilità di fare ricerche online a prova di spam e contenuti non pertinenti, Blekko fa ora un ulteriore passo in avanti contro la iattura delle content farm e delle pagine web messe in piedi con il solo scopo di scalare i ranking nei motori di ricerca. La piccola startup del search &#8220;curato&#8221; dagli utenti ha infatti deciso di mettere definitivamente al bando i maggiori network dediti alla produzione di contenuti di bassa qualità a scopo esclusivamente pubblicitario.<span id="more-104"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Blekko, che già offre la possibilità di circoscrivere le proprie ricerche attraverso l&#8217;uso dei cosiddetti &#8220;slashtag&#8221;, ha cominciato a filtrare automaticamente i domini appartenenti a quelli che vengono definiti &#8220;spam offender&#8221; come Demand Media (eHow, Answerbag), encyclopedia.com, chacha.com, 123people.com, networkedblogs.com e altri.</p>
<p style="text-align: justify;">La novità anti-spam del motore di ricerca &#8220;alternativo&#8221; (e disponibile anche in versione mobile) rappresenta una ulteriore accelerazione nella guerra recentemente acuitasi tra network pubblicitari e servizi di ricerca online, una guerra che anche Google dice di voler combattere mettendosi dalla parte degli utenti contro chi spaccia spazzatura per vendere inserzioni pubblicitarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i primi risultati delle modifiche che Mountain View ha detto di voler apportare agli algoritmi di selezione del ranking non sono esattamente incoraggianti, visto che &#8211; come Google stessa conferma &#8211; la percentuale di query interessate ammonterebbe ad appena lo 0,5 per cento del totale. L&#8217;obiettivo, dicono da Mountain View, resta quello di far trovare agli utenti &#8220;i siti che hanno prodotto i contenuti originali piuttosto che un sito che ha raccolto o copiato da essi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Alfonso Maruccia di punto-informatico</p>
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		<title>Mozilla aggiunge Prism dentro Chromeless</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 08:46:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo due anni di aggiornamenti col contagocce, Mozilla Labs decide di riadattare l&#8217;utility dedicata alla creazione di web application come plug-in di Chromeless, il nuovo toolkit sperimentale che permette di forgiare una propria interfaccia utente. Prism è quell&#8217;add-on gratuito creato da Mozilla che permette realizzare dei gadget per il desktop, con tanto di icona, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/mozilla-firefox-iphone.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-151" style="border: 0pt none; margin: 3px;" title="mozilla-firefox-iphone" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/mozilla-firefox-iphone-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dopo due anni di aggiornamenti col contagocce, Mozilla Labs decide di riadattare l&#8217;utility dedicata alla creazione di web application come plug-in di Chromeless, il nuovo toolkit sperimentale che permette di forgiare una propria interfaccia utente.</p>
<p style="text-align: justify;">Prism è quell&#8217;add-on gratuito creato da Mozilla che permette realizzare dei gadget per il desktop, con tanto di icona, per accedere ad una precisa pagina web senza dover utilizzare il browser &#8220;intero&#8221;. Si basa sullo stesso motore di Firefox e può funzionare su Mac, Linux e Windows.<span id="more-101"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Chromeless è invece una piattaforma vera, che può essere usata per cambiare volto al browser impiegando tecnologie che spaziano tra HTML, CSS e JavaScript. Dopo aver riempito la GUI vuota è anche possibile finalizzare il proprio prototipo e distribuirlo su altri computer come prodotto finalizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se la differenza tra &#8220;creazione di un browser con GUI personalizzata&#8221; e &#8220;creazione di una web app desktop&#8221; è alquanto sottile, la scelta di includere Prism nella cassetta degli attrezzi di Chromeless potrebbe apparire poco sensata pensando al target. Il primo era nato come strumento semplificato, dedicato all&#8217;utente finale, mentre il secondo resta comunque un kit professionale per sviluppatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Roberto Pulito di punto-informatico</p>
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		<title>La PSP di nuova generazione</title>
		<link>http://www.toso.info/2011/02/04/la-psp-di-nuova-generazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 17:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo tante indiscrezioni sul supposto futuro della console PSP, in queste ore Sony Computer Entertainment ha finalmente ufficializzato quello che molti da tempo prevedevano: entro la fine del 2011 la multinazionale nipponica commercializzerà una nuova macchina videoludica portatile dotata di specifiche tecniche da primato, nuove modalità di interazione tra gli utenti, una strizzatine d&#8217;occhio al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo tante indiscrezioni sul supposto futuro della console PSP, in queste ore Sony Computer Entertainment ha finalmente ufficializzato quello che molti da tempo prevedevano: entro la fine del 2011 la multinazionale nipponica commercializzerà una nuova macchina videoludica portatile dotata di specifiche tecniche da primato, nuove modalità di interazione tra gli utenti, una strizzatine d&#8217;occhio al casual gaming ma con il focus ben piantato sui videogiocatori &#8220;hardcore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Nota al momento con il nome in codice di &#8220;Next Generation Portable&#8221; (NGP), la PSP di seconda generazione è stata presentata nel corso dell&#8217;evento &#8220;PlayStation Meeting 2011&#8243; organizzato da Sony in madrepatria. Molti i punti di interesse per appassionati, industria e stampa specializzata, ma la caratteristica che forse ha attualmente il maggiore impatto è la volontà di Sony di mettere a confronto le capacità tecniche della nuova console con quelle dell&#8217;hardware della PlayStation 3.<span id="more-99"></span></p>
<p style="text-align: justify">La PSP2 sarà dotata di una potenza comparabile con quella della PS3, sostiene la corporation nipponica, il che vorrà dire godere della stessa grafica tridimensionale avanzata resa attualmente possibile dalla console domestica. Alla base di tanta potenza ci sarà un processore quad-core basato su design ARM Cortex A9, e una GPU SGX543MP4 (anch&#8217;essa quad-core) realizzata da PowerVR.</p>
<p style="text-align: justify">Il resto delle specifiche tecniche include uno schermo OLED touchscreen da 5 pollici con risoluzione da 960&#215;544 pixel (il doppio di quella della prima PSP), un nuovo tipo di mini memory card per i giochi, due stick analogici posizionati sotto il pad digitale (sinistra) e i pulsanti (destra), controlli SIXAXIS con funzionalità &#8220;tilt&#8221;, doppia fotocamera sul davanti e il retro, ricevitore GPS, speaker stereo incorporati con microfono, connettività Bluetooth, WiFi e 3G, touchpad sul retro dello chassis.</p>
<p style="text-align: justify">La PSP2 è dotata di un form factor maggiormente tondeggiante ai bordi, che Sony descrive come una forma &#8220;super ovale&#8221;. Prevista al lancio per il prossimo periodo natalizio, la console NGP avrà sin da subito il supporto di decine di software house note e meno note (a quanto pare già alacremente al lavoro per la produzione di contenuti per il nuovo dispositivo), con la line-up dei primi giochi che includerà sere di sicuro richiamo come Call of Duty, Uncharted, Killzone, Wipe Out, Monster Hunter, Yakuza e altri.</p>
<p style="text-align: justify">Due nuove funzionalità annunciate da Sony si incaricheranno di traghettare la PSP2 nel nuovo mondo iper-connesso dei dispositivi mobile: la prima, LiveArea, permetterà ai possessori della console di accedere a uno spazio telematico &#8211; specifico per ogni gioco &#8211; contenente informazioni aggiornate, nuovi contenuti, log di &#8220;Attività&#8221; e &#8220;achievement&#8221; di chi sta giocando allo stesso gioco e una vera e propria &#8220;comunicazione in tempo reale&#8221; tra i giocatori.</p>
<p style="text-align: justify">La seconda funzionalità interconnessa si chiama Near, ed è sostanzialmente il modo con cui i giocatori potranno identificare gli alti gamer presenti nelle vicinanze, conoscere i giochi nei quali sono impegnati e mettersi in contatto gli uni con gli altri. Accanto alle capacità di interconnessione in mobilità, un&#8217;altra caratteristica recentemente venuta alla ribalta che Sony intende inglobare nel suo ecosistema PlayStation è il casual gaming in salsa &#8220;social&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">A tal proposito la multinazionale giapponese ha presentato PlayStation Suite (PS), un framework cross-platform pensato per rendere disponibili contenuti PlayStation su sistemi operativi Android, che sarà in grado di interagire anche con la console NGP. Stando alle parole del presidente di SCE Kazuo Hirai, PS avrà il compito di fornire all&#8217;ecosistema Android quei &#8220;contenuti di qualità PlayStation&#8221; che sei anni fa i carrier di telefonia cellulare non avrebbero potuto fornire agli utenti.</p>
<p style="text-align: justify">La PSP &#8220;next-gen&#8221; non ha ancora una data di commercializzazione ufficiale né un prezzo, ma la presentazione ufficiale di Sony permette quantomeno di fissare alcuni paletti contro le speculazioni rampanti dei mesi e anni passati: il colosso nipponico non ha alcuna intenzione di abbandonare i supporti fisici &#8211; e quindi il mercato retail &#8211; per la commercializzazione di videogame e contenuti di intrattenimento, il gioco in mobilità continuerà ad avere una sua specificità al di là del supposto abbraccio ferale degli smartphone evoluti &#8211; campo in cui Sony intende comunque giocarsi la sua carta &#8211; e l&#8217;unica a credere fermamente nel successo delle tecnologie 3D resta al momento Nintendo con il suo discusso 3DS.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Alfonso Maruccia di punto-informatico.it</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Play Station 3 sotto controllo?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 15:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono bastate meno di 24 ore per superare la sicurezza del nuovo firmware riparatore distribuito da Sony, ma sembra che l&#8217;aggiornamento 3.56 dedicato alla PlayStation 3 includesse anche un inaspettato &#8220;cavallo di Troia&#8221;. Gli utenti della community hacker che hanno scavato in profondità parlano di un rootkit in grado di eseguire codice remoto al login [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Sono bastate meno di 24 ore per superare la sicurezza del nuovo firmware riparatore distribuito da Sony, ma sembra che l&#8217;aggiornamento 3.56 dedicato alla PlayStation 3 includesse anche un inaspettato &#8220;cavallo di Troia&#8221;. Gli utenti della community hacker che hanno scavato in profondità parlano di un rootkit in grado di eseguire codice remoto al login sul PSN.</p>
<p style="text-align: justify">Con una manciata di righe di codice, collegate all&#8217;account PlayStation Network, l&#8217;azienda nipponica si sarebbe assicurata la possibilità di dare una sbirciatina extra all&#8217;interno delle console degli utenti collegati, rilevare la presenza di un custom firmware o l&#8217;installazione di software fatto in casa. Del resto, al punto 3 dell&#8217;accordo di licenza per la console Sony si legge espressamente che SCE potrà sempre introdurre &#8220;impostazioni e funzionalità modificate in grado di bloccare l&#8217;accesso a contenuti illegali o non autorizzati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Stando a queste voci da forum, tutte da confermare, da questo momento Sony potrebbe quindi decidere di individuare e tagliare fuori dall&#8217;accesso online tutte le console modificate. Una misura estrema, pensata per arginare i grattacapi di una situazione ormai compromessa, che ha già sollevato diverse polemiche tra i videogiocatori.<span id="more-96"></span></p>
<p style="text-align: justify">Nel 2006 la casa discografica Sony BGM fu costretta da una class action a fermare la distribuzione dei CD musicali contenenti la famigerata tecnologia. In quel caso, il rootkit invadente installato sul computer poteva essere anche sfruttato da un malintenzionato per eseguire codice dannoso, ma una console &#8220;originale&#8221; non dovrebbe poter accettare codice senza firma.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Roberto Pulito di punto-informatico.it</p>
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		<title>Nuova Geforce GTX 580 di MSI con raffreddamento liquido</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 14:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La taiwanese MSI ha annunciato una nuova scheda video top di gamma basata su GPU NVDIA GeForce GTX 580, dotata di sistema di raffreddamento a liquido. N580GTX HydrGen/OC, questo il nome scelto per la scheda, viene venduta con waterblock per il raffreddamento di GPU e memoria video direttamente installato sul PCB, oltre che con frequenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La taiwanese MSI ha annunciato una nuova scheda video top di gamma basata su GPU NVDIA GeForce GTX 580, dotata di sistema di raffreddamento a liquido. N580GTX HydrGen/OC, questo il nome scelto per la scheda, viene venduta con waterblock per il raffreddamento di GPU e memoria video direttamente installato sul PCB, oltre che con frequenze di clock overcloccate di default.</p>
<p style="text-align: justify">La scheda ha GPU portata a 823 MHz, con stream processors a 1.645 MHz, contro valori pari rispettivamente a 772 MHz e 1.544 MHz per il reference design. La memoria video, con bus da 384bit e quantitativo complessivo di 1.536 Mbytes, ha frequenza di clock di 4.276 MHz contro i 4.008 MHz di default.<span id="more-93"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il raffreddamento è assicurato dal waterblock, da collegare con appositi tubi al sistema di raffreddamento a liquido già presente nel proprio sistema. Non cambiano le restanti specifiche rispetto a quanto introdotto da NVIDIA con la propria reference board: i connettori di alimentazione sono 2, a 6 e a 8 pin, mentre sul pannello delle connessioni troviamo due connettori DVI e un Mini-HDMI.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: hwupgrade.it</p>
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		<title>Iphone 4 a ruba grazie alla ricezione migliorata</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 14:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le prenotazioni dell&#8217;iPhone 4 CDMA di Verizon sono andate alle stelle: il primo stock di magazzino è dato per esaurito. L&#8217;operatore statunitense sta dicendo ai nuovi clienti di aspettare il 9 febbraio per gli ordini online e il 10 per l&#8217;acquisto diretto in negozio. Come abbiamo anticipato a gennaio (iPhone 4, per la rete CDMA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Le prenotazioni dell&#8217;iPhone 4 CDMA di Verizon sono andate alle stelle: il primo stock di magazzino è dato per esaurito. L&#8217;operatore statunitense sta dicendo ai nuovi clienti di aspettare il 9 febbraio per gli ordini online e il 10 per l&#8217;acquisto diretto in negozio.</p>
<p style="text-align: justify">Come abbiamo anticipato a gennaio (iPhone 4, per la rete CDMA Apple cambia l&#8217;antenna), il rilascio dello smartphone Apple in versione Verizon sarà accompagnato da un piccolo restyling. Non solo il supporto alla rete CDMA, ma anche una dislocazione diversa dei tasti fisici e la presenza della funzionalità hotspot. Nessuna rivoluzione insomma, ma sembra comunque di essere ritornati alla febbre del 2010. &#8220;La domanda sarà senza precedenti&#8221;, ha dichiarato John Stratton, Direttore operazioni di Verizon.<span id="more-90"></span></p>
<p style="text-align: justify">Bisogna infatti ricordare che fra le critiche mosse all&#8217;iPhone 4, quella della (discutibile) qualità del servizio AT&amp;T (l&#8217;operatore della prima ora, NdR) è l&#8217;unica che sia riuscita a mettere d&#8217;accordo detrattori e fan. Tanto più che una recente indagine curata da uSamp ha confermato che il 54% dei clienti Verizon dotati di smartphone Android o BlackBerry passerebbe volentieri al nuovo iPhone.</p>
<p style="text-align: justify">In dettaglio il 25% si è detto &#8220;molto disposto&#8221; e il 29% &#8220;abbastanza disposto&#8221;. Da rilevare in ogni caso che i maggiori tradimenti potrebbero arrivare dai possessori di cellulari RIM (66%) più che da quelli Android (44%).</p>
<p style="text-align: justify">Intanto le prime recensioni oltreoceano sembrerebbero confermare per gli iPhone 4 CDMA un minor numero di cadute di segnale, con conseguente terminazione della chiamata, rispetto a quanto avviene con AT&amp;T.</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente appare complicato riuscire a capire se siano gli standard (CDMA o GSM) o l&#8217;hardware o gli  stessi network mobili a condizionare l&#8217;esito di questo confronto.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: tomshw.it</p>
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		<title>LGA 2011, CPU con 8 core</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 14:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le soluzioni Sandy Bridge per socket LGA 1155, Intel presenterà nella seconda parte dell&#8217;anno i processori Sandy Bridge E che prenderanno il posto delle soluzioni Core i7 della serie 900. Le nuove CPU non alloggeranno nel socket LGA 1366 (uscito nel novembre 2008), bensì nel nuovo LGA 2011. Si prevede l&#8217;arrivo di CPU a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo le soluzioni Sandy Bridge per socket LGA 1155, Intel presenterà nella seconda parte dell&#8217;anno i processori Sandy Bridge E che prenderanno il posto delle soluzioni Core i7 della serie 900. Le nuove CPU non alloggeranno nel socket LGA 1366 (uscito nel novembre 2008), bensì nel nuovo LGA 2011. Si prevede l&#8217;arrivo di CPU a 8 core con Hyper-Threading (16 thread) che costituiranno la nuova fascia &#8220;Extreme&#8221; di Intel. <span id="more-88"></span></p>
<p style="text-align: justify">I prezzi non sono noti ma è chiaro che saranno molto elevati. Speriamo che il modello di punta non superi la soglia psicologica (e del nostro portafogli) dei 1000 euro (o 999 euro, numero che piace tanto a chi fa marketing).</p>
<p style="text-align: justify">Al momento sappiamo che i nuovi processori avranno un controller di memoria DDR3 a quattro canali, consentendo di usare una memoria DIMM per canale. Le nuove soluzioni dovrebbero supportare il PCI Express 3.0, consentendo ai produttori di realizzare motherboard con due slot PCIe x16 e oppure fino a cinque slot con otto linee (maggiori dettagli sullo standard: PCI Express 3.0, prossimamente su tutte le schede madre).</p>
<p style="text-align: justify">Le prime schede madre con socket LGA 2011 dovrebbero fare capolino al Computex 2011, che aprirà i battenti il 31 maggio, ma il debutto sul mercato delle CPU e delle motherboard potrebbe non avvenire prima di settembre, all&#8217;IDF di San Francisco, anche se molto dipenderà da quanto saranno competitive le proposte di AMD basate su architettura Bulldozer</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: tomshw.it</p>
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		<title>Samsung presenta lo smartphone Galaxy SL</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 17:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante al MWC 2011 Samsung mostrerà a tutti il successore del Samsung Galaxy S, ha annunciato ufficialmente la disponibilità di un nuovo smartphone, che riprende però alcune delle caratteristiche dell’attuale terminale, modificandone la dotazione tecnica. Si chiamerà Samsung Galaxy SL, avrà un display Super Clear LCD al posto del Super AMOLED, con risoluzione 480×800 pixel. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nonostante al MWC 2011 Samsung mostrerà a tutti il successore del Samsung Galaxy S, ha annunciato ufficialmente la disponibilità di un nuovo smartphone, che riprende però alcune delle caratteristiche dell’attuale terminale, modificandone la dotazione tecnica. Si chiamerà Samsung Galaxy SL, avrà un display Super Clear LCD al posto del Super AMOLED, con risoluzione 480×800 pixel.</p>
<p style="text-align: justify">Questa mossa di mercato da parte di Samsung va interpretata in ottica Galaxy S2, infatti avendo necessità di display Super AMOLED o comunque di disponibilità alla produzione di display per il nuovo terminale, si è affidata al Super Clear LCD. Anche il processore è cambiato in quanto è stato inserito un TI OMAP 3630 da 1GHz, mentre le dimensioni differiscono di un po’ (come anche il peso 131 grammi contro i 119) 10.59 mm contro i 9.9 mm del precedente.<span id="more-85"></span></p>
<p style="text-align: justify">Per il resto il Galaxy SL avrà Android in versione 2.2 con possibilità di aggiornamento alla 2.3, GSM/UMTS/HSPA, Wi-Fi, Bluetooth, radio FM, batteria da 1650 mAh e fotocamera da 5 megapixel (che registra a 720p HD). Non abbiamo dati per quanto riguarda la data di rilascio o il prezzo, ma viste le caratteristiche tecniche, è probabile che si avrà un taglio netto del prezzo, con conseguente diverso posizionamento sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: news.tecnozoom.it</p>
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		<title>Più sicurezza: nasce SaferChrome</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 16:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sicuramente sarà capitato anche a voi di ricevere delle mail di banche o affini che vi chiedevano di accedere alle loro pagine per richiedere un premio o per una semplice procedura di verifica. Una volta cliccato sugli appositi link si viene proiettati in una pagina molto simile a quella dell’istituto di credito originale ma che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Sicuramente sarà capitato anche a voi di ricevere delle mail di banche o affini che vi chiedevano di accedere alle loro pagine per richiedere un premio o per una semplice procedura di verifica. Una volta cliccato sugli appositi link si viene proiettati in una pagina molto simile a quella dell’istituto di credito originale ma che, se utilizzata con le proprie credenziali, fornirà i dati di accesso al nostro conto a qualche malintenzionato. Quello di cui siete stati oggetto non è altro che una delle tecniche base del phising. Queste tecniche sono rivolte a carpire, sfruttando la buona coscienza delle persone, i dati sensibili dei propri conti o della carte di credito in maniera da utilizzarli per scopi più o meno leciti.<span id="more-82"></span></p>
<p style="text-align: justify">In generale, tutti gli istituti bancari utilizzano delle connessioni cifrate individuabili con un lucchetto vicino alla barra degli indirizzi o in fondo a destra nella pagina del nostro browser in grado di garantire maggiore sicurezza ai propri utenti. SaferChrome è un’ottima estensione dedicata al browser di casa Google in grado di fornirci informazioni sulla sicurezza delle pagine che visitiamo. Una volta installato vedremo, durante la navigazione, un’apposita icone vicino alla barra degli indirizzi che si colorerà di verde se il portale è sicuro, di giallo se vi sono vulnerabilità non critiche e di rossa se ci sono le basi potenziali per essere dannoso.</p>
<p style="text-align: justify">Se clicchiamo sull’icona avremo anche ulteriori informazioni sulla sicurezza del sito che stavamo visitando. Un ottimo metodo per capire e rendersi conto se i siti che visitiamo quotidianamente sia sicuri e quindi protetti contro il phising oppure no.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: news.tecnozoom.it</p>
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		<title>Presentata la versione ufficiale di Honeycomb</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 16:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver distribuito una SDK preview rivolta solamente agli sviluppatori, Mountain View tira fuori dal cilindro la versione ufficiale di Honeycomb, atteso aggiornamento 3.0 del sistema operativo Android ottimizzato per le tavolette che tanto vanno di moda. Contemporaneamente, viene inaugurata anche una nuova area del sito android.com dedicata al catalogo delle sue applicazioni scaricabili. Tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo aver distribuito una SDK preview rivolta solamente agli sviluppatori, Mountain View tira fuori dal cilindro la versione ufficiale di Honeycomb, atteso aggiornamento 3.0 del sistema operativo Android ottimizzato per le tavolette che tanto vanno di moda. Contemporaneamente, viene inaugurata anche una nuova area del sito android.com dedicata al catalogo delle sue applicazioni scaricabili.</p>
<p style="text-align: justify">Tra le novità introdotte da Honeycomb troviamo una nuova interfaccia grafica divisa in tre aree distinte, che sfrutta maggiormente i widget organizzati in &#8220;stack&#8221;, un nuovo sistema di notifiche avanzate e un multitasking più reattivo che utilizza anche una piccola anteprima visiva per aiutare a identificare l&#8217;attività associata ad ogni applicazione aperta.<span id="more-79"></span></p>
<p style="text-align: justify">Da segnalare poi le migliorie apportate al set di applicazioni e utility standard (tra browser web, client email, tastiera e contatti), il supporto nativo alla videochiamata, quello all&#8217;accelerazione grafica hardware e ai processori multi-core. Presto o tardi, molte di queste funzioni arriveranno anche sugli smartphone, ma per il momento Android 3.0 resta un sistema operativo esclusivamente incentrato sui tablet.</p>
<p style="text-align: justify">Durante la conferenza di ieri Google ha presentato e aperto il nuovo Android Market in versione web, accessibile con un qualsiasi browser direttamente dal PC. L&#8217;impostazione desktop della vetrina androide divide le applicazioni in classiche categorie, segnala quelle in evidenza e permette di lasciare un commento sulla bontà dell&#8217;acquisto.</p>
<p style="text-align: justify">Cliccando sul link del download, il file selezionato viene automaticamente installato sul dispositivo Android collegato all&#8217;account, ma tra poco Google introdurrà anche la possibilità di acquistare nuovi livelli di giochi, aggiornamenti ed estensioni, direttamente dall&#8217;interno delle applicazioni già installate.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Roberto Pulito di punto-informatico.it</p>
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		<title>News Corp. pronta a dire addio a Myspace</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 14:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sapevamo ormai da parecchio tempo quanto la News Corp desiderasse vendere MySpace, uno dei pionieri dell’ambiente social che ha subito un forte declino a seguito della diffusione di Facebook. A seguito della pubblicazione di un report finanziario della società si è inteso quanto la compagnia necessitasse di realizzare la vendita e questo pare proprio il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Sapevamo ormai da parecchio tempo quanto la News Corp desiderasse vendere MySpace, uno dei pionieri dell’ambiente social che ha subito un forte declino a seguito della diffusione di Facebook. A seguito della pubblicazione di un report finanziario della società si è inteso quanto la compagnia necessitasse di realizzare la vendita e questo pare proprio il momento più adatto per riuscirci, almeno secondo le dichiarazioni di Chase Casey della News Corp.</p>
<p style="text-align: justify">Negli ultimi mesi gli sforzi per dare nuovo impulso a MySpace sono stati tanti, a partire da un nuovo design e persino un accordo col “nemico” Facebook, ma tutto ciò non sembra essere bastato a garantire introiti pubblicitari sufficienti, che sono anzi diminuiti molto oltre le aspettative. <span id="more-77"></span>La settimana scorsa si è diffusa la notizia che il 60% degli impiegati MySpace potrebbero essere licenziati (ma per fortuna saranno un po’ meno, circa la metà). Quando una società arriva a licenziare circa il 30% degli impiegati significa che le cose non vanno per niente bene.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo quanto affermato da Chase Carey, il nuovo MySpace ha un buon potenziale, è stato accolto bene e ha indicatori incoraggianti per il futuro. Come sempre c’è un però:</p>
<p style="text-align: justify">Questa affermazione può tradursi in diversi modi: o realmente Carey e il suo team pensano che MySpace abbia ancora speranze di riprendersi e svoltare, oppure hanno deciso che investire nuove risorse in questo progetto non abbia senso e sia meglio “mollare il peso” a qualche altro interessato. Comunque stiano le cose, la decisione di vendita in questo momento dice molto sulla situazione del social network.</p>
<p style="text-align: justify">News Corp. ha certamente il diritto di agire nei propri interessi, ma resta da capire se riuscirà a vendere o meno MySpace nelle condizioni in cui è.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: downloadblog.it</p>
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		<title>Prato, a Montemurlo Wi-Fi libero da Marzo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 14:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigazione internet libera anche a Montemurlo grazie all’adesione dell’amministrazione comunale al progetto “PratoWiFi – Liberi Tutti!” della Provincia di Prato, che consentirà l’accesso libero e sicuro ad internet in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo. “Oggi – come spiega l’assessore all’innovazione, Giorgio Perruccio- abbiamo approvato in giunta lo schema di convenzione e in tempi rapidi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Navigazione internet libera anche a Montemurlo grazie all’adesione dell’amministrazione comunale al progetto “PratoWiFi – Liberi Tutti!” della Provincia di Prato, che consentirà l’accesso libero e sicuro ad internet in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo. “Oggi – come spiega l’assessore all’innovazione, Giorgio Perruccio- abbiamo approvato in giunta lo schema di convenzione e in tempi rapidi, entro circa un mese, saremo in grado di offrire la connessione internet gratuita anche sul nostro territorio. Le prime due centraline Wi-Fi saranno posizionate a Villa Giamari (in vista anche della realizzazione del Centro giovani di piazza Don Milani) ed in Comune per servire così anche la sala Banti e piazza della Libertà.”</p>
<p style="text-align: justify">Accedere al sistema Wi-Fi è semplice: basta registrarsi, ottenere una username ed una password e navigare con il proprio SmartPhone o computer portatile.<span id="more-73"></span> I cittadini, una volta registrati, potranno connettersi in qualsiasi area Wi-Fi nel territorio degli enti federati. La Provincia di Prato con Firenze e Pistoia, ha promosso, infatti, il progetto di un sistema di accessi liberi alla rete, aderendo a “Free Italia Wi-Fi” in collaborazione con la Provincia di Roma, la Regione Sardegna ed il Comune di Venezia. Chi effettuerà la registrazione da Montemurlo, quindi, potrà continuare a navigare anche in altre zone d’Italia in piena sicurezza e gratuitamente. “ Con gli allentamenti ai vincoli della legge Pisano speriamo di estendere ancor più le possibilità di navigazione in internet per i cittadini, ad esempio negli esercizi commerciali pubblici- conclude Perruccio – La rete offre molteplici applicazioni ed opportunità che è importante saper sfruttare al meglio nell’interesse di tutti.”</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: <a href="http://www.notiziediprato.it/2011/02/a-montemurlo-il-wi-fi-libero-scatta-da-marzo-le-prime-due-aree-sono-a-villa-giamari-e-la-piazza-del-comune/">Notizie di Prato</a></p>
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		<title>Google Latitude, alcune novità</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google Latitude diventa sempre più social e, seguendo le offerte degli altri social network geolocalizzati, dà ora ai suoi utenti la possibilità di effettuare check-in e aggiudicarsi distintivi simbolici. Con qualche novità dal punto di vista dell&#8217;automazione. Con l&#8217;aggiornamento di novembre il servizio di geolocalizzione di Google aveva assunto un taglio sempre più social: oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Google Latitude diventa sempre più social e, seguendo le offerte degli altri social network geolocalizzati, dà ora ai suoi utenti la possibilità di effettuare check-in e aggiudicarsi distintivi simbolici. Con qualche novità dal punto di vista dell&#8217;automazione.</p>
<p style="text-align: justify">Con l&#8217;aggiornamento di novembre il servizio di geolocalizzione di Google aveva assunto un taglio sempre più social: oltre ad offrire la possibilità di registrare la cronologia dei propri spostamenti, faceva il suo esordio Google Location Alerts, attraverso cui l&#8217;utente può scegliere di ricevere notifiche via email o SMS nel momento in cui un amico si trova nelle vicinanze.</p>
<p style="text-align: justify">Proprio in questa direzione va anche l&#8217;ultimo aggiornamento: l&#8217;utente stesso, ora, potrà effettuare il check-in pubblicizzando non solo alla cerchia di amici ma anche ad altri la propria posizione attraverso il proprio Google Profile, aggiungendovi foto o informazioni sull&#8217;attività che si sta svolgendo in quel luogo. Al via, inoltre, la possibilità di vedersi attribuire con l&#8217;utilizzo del servizio una serie di distintivi &#8220;VIP&#8221; e &#8220;Guru&#8221; sul modello instaurato dagli altri protagonisti del settore.<span id="more-70"></span></p>
<p style="text-align: justify">A differenza di alcuni di questi, inoltre, Google Latitude permetterà di automatizzare (come già fa da un anno Foursquare) il check-in in determinati luoghi indicati dall&#8217;utente, effettuandolo senza che questi prenda in mano lo smartphone. Allo stesso modo sarà automatico il check-out nel momento in cui si lascia il luogo indicato, un&#8217;altra novità dell&#8217;aggiornamento.</p>
<p style="text-align: justify">I 10 milioni di utenti che possono vedere sulla mappa dove si trovano approssimativamente i propri amici potranno dunque decidere ora di scegliere di geolocalizzare la propria posizione in automatico e in background. Rischiando di arrivare al punto di dimenticare di essere di fatto tracciati.</p>
<p style="text-align: justify">Il check-in, tuttavia, rappresenta un servizio esclusivamente opt-in: occorre scegliere di utilizzarlo e, data la pervasività che può avere nella vita di una persona, con i conseguenti rischi connaturati, questa era l&#8217;unica soluzione per evitare accuse di violazione della privacy degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify">Per ribadire l&#8217;intenzione di lasciare il controllo in mano all&#8217;utente, il servizio permette di scegliere se condividere il singolo check-in pubblicamente, solo con gli amici o se tenerlo per sé.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;aggiornamento sarà per il momento disponibile su Google Maps 5.1 per Android e arriverà su iPhone (dove ha esordito da dicembre) nei prossimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Claudio Tamburrino di punto-informatico.it</p>
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		<title>Iphone e Ipod bloccano autoradio Toyota</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Toyota ha inviato una nota a 200 rivenditori &#8211; per il momento, a quanto si sa, solo in Australia &#8211; avvisandoli di un&#8217;incompatibilità tra i sistemi audio di bordo e i dispositivi Apple. Secondo l&#8217;azienda gli impianti stereo marchiati Fujitsu Ten installati sulle auto prodotte tra il 2009 e il 2010 vanno in crash quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Toyota ha inviato una nota a 200 rivenditori &#8211; per il momento, a quanto si sa, solo in Australia &#8211; avvisandoli di un&#8217;incompatibilità tra i sistemi audio di bordo e i dispositivi Apple.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo l&#8217;azienda gli impianti stereo marchiati Fujitsu Ten installati sulle auto prodotte tra il 2009 e il 2010 vanno in crash quando si collega un iPod o un iPod con iOS 4.1.<span id="more-67"></span></p>
<p style="text-align: justify">Una volta effettuato il collegamento (tramite porta USB o apposito dock) il display dello stereo mostra semplicemente la scritta Load e l&#8217;apparecchio smette di rispondere ai comando.</p>
<p style="text-align: justify">Non è dato sapere se l&#8217;inconveniente si verifichi anche con le versioni successive del sistema operativo (quella corrente è la 4.2.1), ma in ogni caso Fujitsu Ten sta già lavorando a una patch da applicare poi alle autoradio.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: zeusnews.com</p>
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		<title>Mozy, cambio delle proprie offerte</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino a oggi, molti utenti erano attratti dalla possibilità di effettuare il proprio backup online tramite i servizi di Mozy, che offre spazio illimitato per un&#8217;abbordabile cifra mensile o annuale. A partire dal primo di marzo ciò non sarà più possibile: con la crescita continua dei contenuti multimediali in possesso degli utenti, offrire spazio illimitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Fino a oggi, molti utenti erano attratti dalla possibilità di effettuare il proprio backup online tramite i servizi di Mozy, che offre spazio illimitato per un&#8217;abbordabile cifra mensile o annuale.</p>
<p style="text-align: justify">A partire dal primo di marzo ciò non sarà più possibile: con la crescita continua dei contenuti multimediali in possesso degli utenti, offrire spazio illimitato non è più economicamente sostenibile per Mozy, che varierà di conseguenza le proprie offerte.</p>
<p style="text-align: justify">Fonte: zeusnews.it</p>
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		<title>Pirate Box, l&#8217;innovazione anti-Hadopi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre SACEM, SIAE e qualche altra associazione in difesa degli aventi diritto varano accordi a livello internazionale per lottare contro la pirateria nella speranza di forzare la mano all&#8217;Unione Europea e ai vari governi nazionali, gli amanti della condivisione file, che non sempre è illegale, adottano contromisure idonee a combattere le diffide e le possibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Mentre SACEM, SIAE e qualche altra associazione in difesa degli aventi diritto varano accordi a livello internazionale per lottare contro la pirateria nella speranza di forzare la mano all&#8217;Unione Europea e ai vari governi nazionali, gli amanti della condivisione file, che non sempre è illegale, adottano contromisure idonee a combattere le diffide e le possibili disconnessioni.</p>
<p style="text-align: justify">Altri ancora si ingegnano a escogitare nuovi metodi per garantire l&#8217;anonimato in Rete e a continuare, per chi ne ha voglia o necessità, lo scambio di file lasciando agli utenti la responsabilità anche solo morale di contravvenire a disposizioni di legge, senza entrare nel merito di quanto concretamente possa avvenire. <span id="more-60"></span></p>
<p style="text-align: justify">Una delle ultime soluzioni è quella escogitata da un insegnante della New York University, tale David Darts, che ha realizzato un particolare cestino da picnic (o forse è una borsa per gli attrezzi) adatto allo scambio dei file.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;ha chiamato Pirate Box, decorato esteriormente con un teschio e vi ha posto all&#8217;interno un router wireless e un disco rigido; il tutto può essere alimetato a corrente continua o a corrente alternata, aprendo al porta all&#8217;uso di batterie per l massima portabilità.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;attrezzatura è in grado, quando accesa e attivata, di creare in locale un punto di accesso pubblico Wi-Fi gestito con Linux, che permette una connessione peer to peer tra gli utenti che vi accedono.</p>
<p style="text-align: justify">In sostanza, chi si connette alla Pirate Box viene poi reindirizzato verso un&#8217;interfaccia web che gli consentendo di condividere i propri dati e di scaricare quelli degli altri utenti.</p>
<p style="text-align: justify">Vale la pena di notare che la condivisione è totalmente al sicuro da &#8220;spioni&#8221; e tracker vari in quanto disconnessa da Internet e tutto l&#8217;apparato ha un costo complessivo irrisorio (circa 100 dollari).</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre il dispositivo in sé e il suo funzionamento non sembrano violare &#8211; almeno per ora &#8211; nessuna della contorte disposizioni legislative ideate per reprimere l&#8217;espressione di alcune libertà fondamentali a vantaggio di una ristretta cerchia di beneficiari.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: zeusnews.it</p>
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		<title>LG e lo smartphone Optimus 3D</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche LG entra prepotentemente nella terza dimensione con lo smartphone Optimus 3D, un nuovo dispositivo mobile in grado di assicurare una completa esperienza tridimensionale senza appoggiarsi ai famigerati occhialini. Il device Android non proporrà soltanto uno schermo LCD glass free ma sarà in grado di registrare video in 3D con la doppia fotocamera e sfrutterà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Anche LG entra prepotentemente nella terza dimensione con lo smartphone Optimus 3D, un nuovo dispositivo mobile in grado di assicurare una completa esperienza tridimensionale senza appoggiarsi ai famigerati occhialini.</p>
<p style="text-align: justify">Il device Android non proporrà soltanto uno schermo LCD glass free ma sarà in grado di registrare video in 3D con la doppia fotocamera e sfrutterà le connessione HDMI e DLNA per la condivisione di questi filmati. Del resto, al momento non esistono ancora molti contenuti 3D scaricabili dal marketplace androide.</p>
<p style="text-align: justify">Non contento di aver commercializzato per primo uno smartphone dual-core, il colosso coreano continua a spingere sull&#8217;acceleratore dell&#8217;innovazione. <span id="more-54"></span>Dopo aver visto le prime immagini ufficiali si attende ora la dimostrazione sul campo, con il telefono in azione, che avverrà presso lo stand LG al MWC di Barcellona dal 14 al 17 febbraio.</p>
<p style="text-align: justify">Quello della console Nintendo 3DS non sarà quindi unico display tridimensionale (e portatile) a fare a meno delle lenti. Anche Sharp ha presentato un paio di smartphone Galapagos in grado di generare immagini 3D visibili ad occhio nudo.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: punto-informatico.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IBM: Non c&#8217;è fretta per i chip al grafene</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 17:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che il grafene abbia qualità straordinarie è oramai indubbio, e altrettanto indiscussa è l&#8217;importanza che il nuovo materiale monomolecolare a base di carbonio avrà nel prossimo futuro come dimostra la recente assegnazione del Nobel ai suoi scopritori Andre Geim e Constantin Novoselov. A essere meno certo è però il posto che toccherà al grafene nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/IBM_Logo.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52" style="border: 1px solid black;margin: 3px" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/IBM_Logo-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>Che il grafene abbia qualità straordinarie è oramai indubbio, e altrettanto indiscussa è l&#8217;importanza che il nuovo materiale monomolecolare a base di carbonio avrà nel prossimo futuro come dimostra la recente assegnazione del Nobel ai suoi scopritori Andre Geim e Constantin Novoselov. A essere meno certo è però il posto che toccherà al grafene nella prossima rivoluzione informatica, se il composto sarà destinato a sostituire in tutto il silicio o se dovrà giocarsela da comprimario in un puzzle formato da elementi diversi tra loro.</p>
<p style="text-align: justify">A frenare gli entusiasmi di chi parla di &#8220;switch-off&#8221; dell&#8217;era del silicio entro il 2024 arriva il dottor Yu-Ming Lin, ricercatore IBM impegnato a individuare &#8220;nano-switch elettronici innovativi&#8221; che parla appunto del grafene come di un nuovo elemento tecnologico da integrare, necessariamente, nell&#8217;attuale quadro industriale completamente dipendente dai substrati al silicio.</p>
<p style="text-align: justify">Yu-Ming Lin spiega che &#8220;il grafene com&#8217;è adesso non sostituirà il ruolo del silicio nel regno dei computer digitali&#8221;, perché &#8220;c&#8217;è un&#8217;importante distinzione fra i transistor al grafene che noi sperimentiamo, e i transistor usati in una CPU&#8221;.<span id="more-51"></span></p>
<p style="text-align: justify">Al contrario del silicio, spiega ancora il ricercatore di IBM &#8220;il grafene non è dotato di un gap energetico&#8221; e non può quindi essere &#8220;spento&#8221; completamente. È quindi improbabile che i chip con clock da centinaia di GHz messi in mostra da Big Blue vedranno mai la luce del mercato commerciale.</p>
<p style="text-align: justify">Alle parole di Yu-Ming Lin fanno eco quelle Mike Mayberry, responsabile della ricerca componenti di Intel che pone l&#8217;accento sulla convenienza a continuare sulla strada del silicio finché è possibile &#8211; e magari anche oltre: &#8220;L&#8217;industria ha un&#8217;esperienza talmente vasta col silicio &#8211; dice Mayberry &#8211; che non esistono piani per sostituirlo in quanto substrato per la realizzazione di chip&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Se il grafene non potrà sostituire il silicio, allora quale sarà il futuro di questo &#8220;materiale delle meraviglie&#8221; messo costantemente sotto osservazione nei laboratori di ricerca di tutto il mondo? Il ricercatore di IBM scommette sui microprocessori ibridi, uno scenario in cui il grafene potrà essere impiegato per &#8220;arricchire le funzionalità dei chip di computer&#8221; fungendo da complemento per l&#8217;onnipresente silicio.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Alfonso Maruccia di punto-informatico.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Allarme MHTML per Windows</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 17:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì scorso i tecnici Microsoft hanno rilasciato un nuovo FixIt che tampona una vulnerabilità di tipo Information Disclosure presente nel protocollo MHTML di Windows. Eseguendo il file .MSI il protocol handler viene disattivato e a quel punto il browser non dovrebbe più inciampare in uno script maligno. Con un indirizzo opportunamente manipolato, che richiami il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/ie7.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-48" style="border: 1px solid black;margin: 3px" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/ie7-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>Venerdì scorso i tecnici Microsoft hanno rilasciato un nuovo FixIt che tampona una vulnerabilità di tipo Information Disclosure presente nel protocollo MHTML di Windows. Eseguendo il file .MSI il protocol handler viene disattivato e a quel punto il browser non dovrebbe più inciampare in uno script maligno.</p>
<p style="text-align: justify">Con un indirizzo opportunamente manipolato, che richiami il gestore MHTML per aprire un documento HTML, un malintenzionato potrebbe infatti attaccare e superare le difese di Windows. La vulnerabilità è diventata pubblica all&#8217;inizio scorsa settimana, quando il sito web cinese WooYun.org ha pubblicato l&#8217;exploit online.<span id="more-47"></span></p>
<p style="text-align: justify">Gli utenti che utilizzano Internet Explorer sono i più esposti al problema, ma anche Opera gestisce nativamente il formato MIME HTML, mentre Chrome e Firefox lo supportano soltanto con un plugin apposito.</p>
<p style="text-align: justify">Anche se al momento non si segnalano attacchi effettuati passando da questa nuova falla Zero Day, si teme per la stabilità dei server utilizzati dai fornitori di servizi e si attende un vero e proprio aggiornamento fuori programma per i sistemi operativi di Redmond.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Roberto Pulito di punto-informatico.it</p>
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		<title>Un App store anche per Linux</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 16:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[app store]]></category>
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		<description><![CDATA[È mania &#8220;app store&#8221; anche sui sistemi operativi del Pinguino: i pesi massimi della scena Linux si sono recentemente incontrati per discutere dell&#8217;eventualità di adottare un sistema di distribuzione software unificato, un connubio di API e infrastruttura comune in grado di fornire anche al mondo dell&#8217;open source quella stessa semplicità di download (e acquisto?) tipica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/Linux-Inside.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-44" style="border: 1px solid black;margin: 3px" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/02/Linux-Inside-150x150.png" alt="" width="105" height="105" /></a>È mania &#8220;app store&#8221; anche sui sistemi operativi del Pinguino: i pesi massimi della scena Linux si sono recentemente incontrati per discutere dell&#8217;eventualità di adottare un sistema di distribuzione software unificato, un connubio di API e infrastruttura comune in grado di fornire anche al mondo dell&#8217;open source quella stessa semplicità di download (e acquisto?) tipica degli app store.</p>
<p style="text-align: justify">A dimostrare la serietà dell&#8217;iniziativa è la lista dei partecipanti al meeting, tenutosi fra il 19 e il 21 gennaio scorsi presso gli uffici tedeschi di SUSE: oltre a rappresentanti della stessa (open)SUSE, erano presenti all&#8217;incontro sviluppatori di Debian, Fedora, Red Hat, Mageia, Mandriva e Ubuntu.</p>
<p style="text-align: justify">Stando all&#8217;agenda-wiki del meeting, gli sviluppatori hanno discusso di questioni come l&#8217;adozione di un&#8217;interfaccia utente comune per il supposto &#8220;Application Store&#8221; di Linux, le strutture di metadati da usare, come generarle e dove immagazzinarle online, la parte di metadati da condividere fra tutte le distro e quella da lasciare libera per le caratteristiche specifiche di ogni sistema operativo con kernel Linux.<span id="more-40"></span></p>
<p style="text-align: justify">Anche se non possiamo essere d&#8217;accordo su tutti i pezzi del puzzle, hanno commentato i partecipanti al meeting, non vuol dire che non ci possa essere collaborazione costruttiva tra i vari &#8220;partiti&#8221; dell&#8217;open source che coesistono all&#8217;ombra del Pinguino.</p>
<p style="text-align: justify">I punti fermi sin qui decisi dagli sviluppatori includono il &#8220;Software Center&#8221; di Ubuntu come interfaccia comune maggiormente appropriata per l&#8217;app store convertita per PackageKit, il search engine &#8220;libraio&#8221; Xapian per la ricerca di app, e l&#8217;integrazione di Open Collaboration Services come &#8220;ponte&#8221; tra le comunità telematiche e i servizi basati su web, la gestione dei &#8220;rating&#8221; e le recensioni del software da parte dell&#8217;utenza.</p>
<p style="text-align: justify">Dettagli tecnici a parte, attualmente l&#8217;obiettivo principale del gruppo di lavoro non è realizzare un vero e proprio &#8220;app store&#8221; unificato sul modello di quello di Apple, quanto piuttosto di arrivare a stabilire un sistema unificato per la ricerca e il download di software per il Pinguino. Di qui a un app store unico, a ogni modo, il passo non è poi tanto lungo.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Fonte: Alfonso Maruccia di punto-informatico.it</p>
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		<title>Wi-fi, reti a rischio intrusione</title>
		<link>http://www.toso.info/2011/01/12/wi-fi-reti-a-rischio-intrusione/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 11:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Utenti dei principali operatori adsl italiani, attenzione: è diventato molto facile violare le vostre reti wi-fi domestiche e così rubarvi banda o, peggio, dati personali e password. A lanciare l&#8217;allarme è Raoul Chiesa, uno degli (ex) hacker più famosi in Italia e ora professionista di sicurezza informatica: &#8220;Si stanno diffondendo strumenti online che permettono a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/01/wifi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-33" style="border: 1px solid black; margin: 3px;" title="Wi-fi, reti a rischio intrusione" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2011/01/wifi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Utenti dei principali operatori adsl italiani, attenzione: è diventato molto facile violare le vostre reti wi-fi domestiche e così rubarvi banda o, peggio, dati personali e password. A lanciare l&#8217;allarme è Raoul Chiesa, uno degli (ex) hacker più famosi in Italia e ora professionista di sicurezza informatica: &#8220;Si stanno diffondendo strumenti online che permettono a chiunque di vestire i panni di un pirata informatico e di intrufolarsi nelle reti wi-fi di provider come Alice e Fastweb&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Stando a quanto spiega Chiesa, alcuni gruppi di malintenzionati si sono specializzati nello sviluppare strumenti in grado di violare le difese dei modelli di router che i principali operatori recapitano in comodato d&#8217;uso ai loro clienti. Usando un algoritmo appositamente studiato questi tool, disponibili come software o all&#8217;interno di siti web, chiunque può scoprire facilmente la password di quei router. &#8220;I pirati hanno capito che il mercato italiano è un po&#8217; strano&#8221;, continua Chiesa. &#8220;E&#8217; il solo al mondo dove c&#8217;è una così grande quota di utenti adsl dotati degli stessi router, perché sono quelli obbligatori con alcune offerte dei principali operatori&#8221;. Ecco quindi che alcuni pirati hanno pensato bene di studiare come funzionano quei router (tramite tecniche di &#8220;reverse engineering&#8221;) e hanno ottimizzato gli strumenti che ne indovinano le password Wpa impostate dagli utenti. <span id="more-31"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Va ancor peggio, se l&#8217;utente lascia le password di default del router che ha noleggiato dall&#8217;operatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono programmi, utilizzabili anche su cellulare, che consentono di entrare subito nelle reti wi-fi di cui l&#8217;utente non abbia cambiato la password.</p>
<p style="text-align: justify;">Se un intruso si è connesso alla nostra rete wi-fi, i rischi sono molteplici. Potrebbe limitarsi a rubarci banda e a connettersi a sbafo a internet. Navigheremo più lenti, di conseguenza. Ma è possibile anche che sfrutti la connessione pirata per commettere reati su internet, lasciando tracce che porterebbero le forze dell&#8217;ordine su di noi (in quanto titolari della connessione utilizzata). Altro pericolo: &#8220;una volta connesso a una rete Wi-Fi, l&#8217;intruso può leggere i dati non crittografati che vi transitano. Password, mail, testi che pubblichiamo&#8230;&#8221;, aggiunge Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ormai ci sono programmi, come Firesheep 1, che consentono con molta facilità di rubare password degli utenti connessi a una stessa rete wi-fi. Ma da questi è possibile difendersi con buona efficacia seguendo alcuni semplici passi. Per prima cosa, bisogna accedere ai menu del proprio router 2 tramite browser. Qui bisogna cambiare la password di accesso generale e poi impostare un protocollo di sicurezza Wpa2 (invece che Wpa) per la crittografia wi-fi, con relativa password. Evitiamo quelle semplici (tipo &#8220;admin&#8221; o &#8220;password&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Certo, anche in questo modo non siamo totalmente al riparo da attacchi, ma al pirata ci vorranno giorni per scovare la password Wpa2&#8243;, spiega Chiesa. Un ulteriore livello di protezione è attivare, sempre nei menu del router, il filtro dei mac address: in questo modo si vieterà l&#8217;accesso a tutti i dispositivi (computer, cellulari) che non sono già noti al router. &#8220;Non è impossibile superare tutte queste difese, ma il pirata dovrebbe faticare così tanto che gli passerà la voglia&#8221;, spiega Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;importante poi è non abbassare la guardia quando navighiamo fuori dalla nostra rete domestica. Corriamo il rischio di furto dei dati personali anche se ci connettiamo a reti wi-fi non sicure, gestite da altre persone o esercenti.</p>
<p>Fonte: Repubblica.it</p>
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		<title>Google lancia la sfida Android</title>
		<link>http://www.toso.info/2009/11/07/google-lancia-la-sfida-android/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 18:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;ambiziosa alleanza con 34 partner produttori di telefoni ni, società telefoniche e compagnie tecnologiche è stata annunciata oggi da Google al fine di creare una nuova serie di cellulari &#8216;low cost&#8217;. L&#8217;iniziativa, che promette di stravolgere l&#8217;attuale mercato della telefonia mobile, ruoterà attorno al principio dell&#8217;open source. Ciò permetterà alle società partner di poter accedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2007/11/logo-google.thumbnail.gif" border="1" alt="Google lancia la sfida Android" align="left" />Un&#8217;ambiziosa alleanza con 34 partner produttori di telefoni ni, società telefoniche e compagnie tecnologiche è stata annunciata oggi da <a href="http:www.google.com" target="_blank">Google</a> al fine di creare una nuova serie di cellulari &#8216;low cost&#8217;.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, che promette di stravolgere l&#8217;attuale mercato della telefonia mobile, ruoterà attorno al principio dell&#8217;open source. Ciò permetterà alle società partner di poter accedere senza vincoli alla tecnologia del nuovo prodotto (battezzata &#8216;Android&#8217;) e poter così progettare il maggior numero di applicazioni possibili.</p>
<p>Tra le società che fanno parte del consorzio: HTC, Samsung, Motorola, Deutsche Telekom, T-Mobile, Sprint Nextel e la giapponese NTT DoCoMo.</p>
<p>&#8220;Se <a href="http:www.google.com" target="_blank">Google</a> riuscirà a convincere i produttori e sviluppatori ad allargare il numero dei servizi disponibili i consumatori potranno inziare a fare con i telefonini ciò che già fanno su Internet&#8221;, scrive il Wall Street Journal ricordando come l&#8217;industria della telefonia è rigidamente controllata dai carriers e dai produttori che limitano fortemente quello che può essere offerto sui cellulari&#8221;.</p>
<p>Stando al Wsj, «il grande punto interrogativo è quanto spazio conceranno le società telefoniche. Se infatti il progetto è sostenuto da DT, Sprint Nextel e NTT DoCoMo, le altre compagnie sono riluttanti a entrarci a causa anche dei timori relativi alla tutela della sicurezza informatica. Gli open standard potrebbe infatti rendere vulnerabili i consumatori agli attacchi di virus e a falle nel sistema di sicurezza».<span id="more-14"></span></p>
<p>L&#8217;annuncio di <a href="http:www.google.com" target="_blank">Google</a> ha deluso in parte i consumatori che si attendevano, oltre a qualche dettaglio in più, le fotografie del nuovo apparecchio già soprannominato &#8216;Gphone&#8217;.a</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>Gli over 50 a scuola di internet</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Da quando abbiamo attivato il corso di Facebook c&#8217;è stato un boom. I nostri iscritti vanno matti per il social network e la lezione serale delle 18 è sempre piena&#8221;. A parlare è Luisa Toeschi, direttore di Internet Saloon, la scuola gratuita di informatica dedicata a un pubblico over 50 che quest&#8217;anno festeggia i dieci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="Gli over 50 a scuola di internet" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2009/10/internet-tastiera-150x150.jpg" alt="Gli over 50 a scuola di internet" width="105" height="105" />&#8220;Da quando abbiamo attivato il corso di Facebook c&#8217;è stato un boom. I nostri iscritti vanno matti per il social network e la lezione serale delle 18 è sempre piena&#8221;. A parlare è Luisa Toeschi, direttore di Internet Saloon, la scuola gratuita di informatica dedicata a un pubblico over 50 che quest&#8217;anno festeggia i dieci anni di apertura a Milano con l&#8217;inaugurazione di tre nuove sedi, Napoli, Bari e Ancona, che vanno ad affiancarsi a quelle già esistenti di Sondrio, Pavia e Catania. Un esercito di oltre 3mila iscritti tutti sopra i 50 anni che quest&#8217;anno apprenderanno da un team selezionato di studenti universitari &#8211; preferibilmente non futuri ingegneri ma agronomi, filosofi, commercialisti con abilità tecnologiche che vengono preparati attraverso un corso di formazione &#8211; i segreti dell&#8217;informatica e del mondo di internet. Grazie alla partecipazione progettuale ed economica di quattro partner, Gruppo credito valtellinese, HP, Microsoft e Telecom Italia, i corsi, che vengono gestiti dall&#8217;AIM Associazione interessi metropolitani, hanno una formula comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi, ad esempio, non ha mai utilizzato un computer e vuole imparare ad inviare mail, navigare in rete o chattare in webcam con figli e nipoti dall&#8217;altro capo del mondo, viene iscritto al corso internet base: in un giorno, ovvero un&#8217;unica lezione della durata di sei ore, la navigazione diventa già una realtà. Ma, a seconda delle sedi, ci sono anche altri corsi, come quello di Word, di fotografia digitale, di antivirus e sicurezza in rete, di eBay e di musica digitale. Tutti gli Internet Saloon, ospitati in zone centrali e in palazzi di prestigio come quello delle Stelline a Milano, dispongono di una stessa struttura doppia. Da un lato un&#8217;aula didattica dedicata ai corsi, con postazioni multimediali e maxi schermo, dall&#8217;altro una palestra informatica dove, chi ha già concluso il corso, può tornare a fare esercizio e praticare le conoscenze acquisite. Ma non solo. Il progetto non si limita all&#8217;insegnamento. Quello degli Internet Saloon è un esperimento sociale che mette a contatto una generazione over 50, con picchi che arrivano fino ai 90 anni, con un mondo popolato da giovani studenti, che fa uscire gli anziani dalle loro case per incontrare persone che come loro spesso devono far fronte alla solitudine e alla depressione. Nascono nuove amicizie, nuove coppie e si aprono le porte di un mondo nuovo.<span id="more-22"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi sono questi silver surfer coraggiosi che navigano con destrezza e socializzano volentieri? A ritrarre i circa 35mila studenti che dal 2000 sono passati negli Internet Saloon è Luisa Toeschi. &#8220;A Milano abbiamo un 50% di uomini e un 50% di donne iscritte, sono quasi tutti ex lavoratori, dagli avvocati agli insegnanti, con un&#8217;età media intorno ai 70 anni. A Pavia invece, e qui si vede la differenza tra città e provincia, sono le donne, soprattutto casalinghe, a seguire le lezioni con un&#8217;età media tra i 55 e i 65 anni. A Catania gli studenti sono quasi tutti professionisti in pensione. Sondrio poi è stata una sorpresa: in sei anni di attività abbiamo avuto tra i nostri studenti il 20% della popolazione&#8221;. Tra tutti ci sono poi gli iscritti che hanno lasciato un ricordo più spiccato. Come la più anziana, una signora veneziana di 95 anni che a fine lezione era felice, ma anche un po&#8217; stanca. O come un agricoltore intervenuto a Pavia in occasione dell&#8217;inaugurazione del nuovo anno accademico, stivali infangati, camicia a quadrettoni e mani così grandi da riuscire a digitare con fatica. Ma c&#8217;è stato anche il miglior allievo, un signore milanese di 93 anni, che Microsoft ha premiato con un computer fiammante finito nelle mani del nipote perché troppo moderno per lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno poi, a fine corso, le sedi organizzano una festa e oltre alla consegna dell&#8217;attestato, si mangia, si beve e si indossano i cappellini da diplomati. A Natale poi c&#8217;è il concorso di poesia e racconti e si mangia il panettone. A Milano si organizzano anche camminate in montagna, visite a mostre e partecipazioni a conferenze di tecnologia, amatissime dagli studenti. Un mondo tutto da scoprire che gli organizzatori vorrebbero portare presto in tutta Italia. &#8220;Nell&#8217;ultimo anno gli over 65 che usano internet sono aumentati del 15% &#8211; spiega Umberto Paolucci, vice presidente di Microsoft Corporation &#8211; e la sfida è destinata a diventare più facile se è la tecnologia ad andare incontro alle persone. L&#8217;informatica è un vero elisir di lunga vita che permette l&#8217;accesso al mondo&#8221;. E lo confermano i dati emersi dall&#8217;analisi della navigazione dei silver surfer italiani: tra i siti più visitati ci sono quelli di home banking, aperti fino a tre volte in una stessa giornata. Insomma una visitina in banca ogni tanto la faranno pure, ma la comodità di controllare il proprio conto da casa sembra piacere molto ai navigatori d&#8217;argento. Vanno forte anche i blog, molti studenti ne aprono uno per rimanere in contatto con gli altri iscritti al corso, i siti di viaggi ma soprattutto Facebook. Anche per i silver surfer è il social network il re della rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Porta a Porta e le responsabilità dei blogger</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[La serata televisiva è stata monopolizzata dai casi misto politica/gossip che tutti ben conosciamo. In tarda serata, però, c&#8217;è stato un improvviso angolino dedicato alla rete nel contesto che storicamente meno si addice all&#8217;argomento: il salotto di Porta a Porta. Il passato della trasmissione è noto e gli strali contro i blogger ed i pericoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="blog" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2009/10/blog-150x150.jpg" alt="blog" width="105" height="105" />La serata televisiva è stata monopolizzata dai casi misto politica/gossip che tutti ben conosciamo. In tarda serata, però, c&#8217;è stato un improvviso angolino dedicato alla rete nel contesto che storicamente meno si addice all&#8217;argomento: il salotto di Porta a Porta. Il passato della trasmissione è noto e gli strali contro i blogger ed i pericoli della rete hanno già raccolto ogni tipo di critica relativamente alla qualità del servizio pubblico portato sulla rete ammiraglia della RAI. Il presente è relativo alla nuova battaglia politica sul tema: l&#8217;estensione della legge sulla stampa agli &#8220;editori&#8221; del web.</p>
<p style="text-align: justify;">Bruno Vespa nel caso specifico si esula dal dibattito, ma tenta di entrare nel cuore del problema ponendo una domanda nel modo più diretto possibile: «Se uno su Internet mi dà del pedofilo, io lo posso denunciare?». Quel che emerge dalla domanda è anche ciò che emerge dalla maggior parte delle risposte: una scarsa conoscenza del tema. Trapela dai contenuti e dalle pause, dall&#8217;accavallarsi delle teorie e dalla continua confusione sui termini. Ignazio Marino (PD) tenta di esporre per primo la propria tesi: l&#8217;accusa alla destra è quella di voler estendere ai blogger ed alle piattaforme in rete le limitazioni imposte dalla legge sulla stampa, con i medesimi rischi e le medesime responsabilità. Il riferimento alla proposta Pecorella/Costa appare diretto ed inequivocabile.<span id="more-18"></span><!--more--></p>
<p style="text-align: justify;">La controparte passa al contrattacco con il più tipico dei ritmi televisivi, rendendo difficile seguire il discorso. Nelle rare pause traspare però un certo sconcerto, espresso in modo particolare da Maurizio Belpietro il quale si chiede perché la rete debba essere al di sopra delle regole e si debba predicare in favore di una libertà assoluta e immotivata. Belpietro sembra particolarmente favorevole all&#8217;estensione della legge sulla stampa anche al web, poiché identificherebbe responsabilità precise in capo a precisi responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Ignazio La Russa prende parola, chiede anzitutto che la battaglia pro-web non venga politicizzata, usando in modo particolare Di Pietro e Grillo come bandiere che la sinistra ostenta per cercare di accaparrarsi i favori della Rete. La Russa promette disponibilità a discutere sull&#8217;argomento, sottolineando come sia necessario far chiarezza sul tema e garantire la rete come piattaforma di dibattito e condivisione. In particolare, però, il Ministro della Difesa si schiera dalla parte di chi possa essere offeso da informazioni immesse online, invocando una legge che possa garantire la tutela legale di chi intende difendersi da un attacco altrui.</p>
<p style="text-align: justify;">Le poltroncine di sinistra tornano all&#8217;attacco predicando la necessità di una massima tutela della libertà di espressione, chiedendo garanzie per quelle piattaforme come Google che permettono agli utenti di portare online le proprie opinioni. Il teorema è confuso e poco lineare, ma il principio è quello per cui l&#8217;estensione della legge sulla stampa al web implicherebbe un regime viziato per troppi versi simile a quello della censura cinese. L&#8217;immagine è forte, ma si sa: la tv non è fatta per le espressioni prive di colore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito si chiude improvvisamente con Bruno Vespa che lancia un contributo filmato su altro tema: al ritorno in studio il capitolo Internet è chiuso.</p>
<p style="text-align: justify;">La discussione non ha ovviamente apportato nulla di nuovo ad un dibattito che invece sarebbe oltremodo attuale ed assolutamente cruciale. Le posizioni dei due schieramenti sono sufficientemente chiare, ma un comune filo sembra unire le parti nel senso di una scarsa conoscenza sul tema. In ballo, in questo momento, ci sono già molti contenuti: gli onorevoli Pecorella e Costa (PDL) hanno già avanzato la propria proposta di legge, alcuni attivisti hanno già avanzato le proprie contestazioni e l&#8217;on. Cassinelli (PDL) ha dimostrato a più riprese di voler trovare una posizione equilibrata sul tema. La sinistra ha nel contempo formulato le proprie proposte tramite le firme Vita/Vimercati in calce ad un testo plasmato attorno al concetto di Net Neutrality. Al tempo stesso è in atto un processo contro Google che per molti versi va a coinvolgere i temi tirati in ballo a Porta a Porta, con la piattaforma costretta a difendere il proprio agire per non aver censurato a priori il contenuto immesso da un utente (sottolinea a tal proposito lo studio Bruno Leoni come l&#8217;estensione al web della legge sulla stampa dovrebbe però quantomeno prevedere anche l&#8217;estensione delle tutele, il che dovrebbe però partire da una miglior definizione di &#8220;editore&#8221;, &#8220;editoria&#8221; ed altri termini fondamentali per l&#8217;interpretazione giuridica delle norme relative).</p>
<p style="text-align: justify;">«Andiamo tutti a dormire»: così Vespa congeda il proprio salotto. In tv il dibattito non ha fatto alcun passo avanti. Ma probabilmente non poteva essere altrimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Alibaba. com vola in borsa Hong Kong</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 17:00:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha registrato un rialzo del 124% a pochi minuti dal debutto alla Borsa di Hong Kong il titolo della Alibaba.com. L&#8217;azione della societa&#8217; cinese di commercio online e&#8217; stata scambiata a 30,20 dollari di Hong Kong. Alibaba.com, filiale del gruppo Alibaba che comprende anche l&#8217;operatore Yahoo! in Cina e il piu&#8217; importante sito di vendite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2007/11/logo_alibaba.thumbnail.gif" alt="Alibaba. com vola in borsa Hong Kong" align="left" border="1" />Ha registrato un rialzo del  124% a pochi minuti dal debutto alla Borsa di Hong Kong il  titolo della Alibaba.com.</p>
<p>L&#8217;azione della societa&#8217; cinese di commercio online e&#8217; stata  scambiata a 30,20 dollari di Hong Kong. Alibaba.com, filiale  del gruppo Alibaba che comprende anche l&#8217;operatore Yahoo! in  Cina e il piu&#8217; importante sito di vendite all&#8217;asta cinese,  taobao.com, propone al mercato 2 piattaforme internet, un  sito per i cinesi e un altro, in inglese, per gli stranieri.</p>
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		<title>Elettricità wireless senza fili</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 20:37:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Come in un fumetto di Archimede Pitagorico i sei scienziati del Mit (Massachusetts Institute of Technology) hanno detto &#8220;eureka&#8221; e una lampadina si è subito accesa. Ma era una lampadina vera, da 60 watt, non immaginaria. E non solo ha illuminato il laboratorio del più famoso centro di ricerca americano, ma anche la strada che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2007/06/light.miniatura.jpg" title="Elettricità wireless senza fili" alt="Elettricità wireless senza fili" align="left" border="1" />Come in un fumetto di Archimede Pitagorico i sei scienziati del Mit (Massachusetts Institute of Technology) hanno detto &#8220;eureka&#8221; e una lampadina si è subito accesa. Ma era una lampadina vera, da 60 watt, non immaginaria. E non solo ha illuminato il laboratorio del più famoso centro di ricerca americano, ma anche la strada che consentirà all&#8217;uomo di liberarsi dalla schiavitù dei fili elettrici.</p>
<p>L&#8217;esperimento rivoluzionario è servito infatti a dimostrare la possibilità di trasferire la corrente in modo wireless, senza fili, un po&#8217; come è accaduto con il telegrafo, i telefoni cellulari o i collegamenti WiFi a internet.</p>
<p>&#8220;È stato un momento entusiasmante&#8221;, riferisce Marin Soljacic, giovanissimo professore di fisica al Mit e, assieme al suo collega John Joannapoulos, responsabile del team scientifico che ha lavorato sul progetto. In pratica, grazie a un accoppiamento magnetico realizzato con spirali di rame, hanno fatto accendere la lampadina a due metri di distanza dalla fonte di energia. E la scoperta, illustrata su &#8220;Science Express&#8221;, la versione online della rivista &#8220;Science&#8221;, è stata giustamente battezzata &#8220;WiTricity&#8221;, abbreviazione di &#8220;wireless electricity&#8221;, cioè elettricità senza fili. <span id="more-12"></span></p>
<p class="ad-box"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --></p>
<p><script language="javascript" type="text/javascript"> <!-- OAS_RICH(\\'Middle\\'); //--> </script>La società moderna è ostaggio dei fili. Ci perseguitano, ostacolano la vista, formano grovigli dietro alle scrivanie, sono scomodi e antiestetici. L&#8217;idea di abolirli non è nuova: nel 1890, più di un secolo fa, un fisico e ingegnere elettrico di Long island, Nikola Tesla, scienziato di origini serbe, propose di trasferire la corrente via etere. Ma nessuno prestò molta attenzione: si disse che sarebbe stato impossibile o non efficiente, e milioni di chilometri di fili cominciarono presto a invadere il mondo ed ad insinuarsi nelle case. Adesso siamo arrivati a un punto di saturazione, soprattutto per effetto dei piccoli apparecchi elettronici e dei gadget, le cui batterie hanno bisogno di essere costantemente ricaricate. Di qui la pressione sul mondo scientifico per trovare una alternativa valida.</p>
<p>Lo scorso autunno in un convegno a San Francisco Soljacic e i suoi colleghi avevano preannunciato di essere in grado di trasferire la corrente da un posto all&#8217;altro attraverso l&#8217;accoppiamento magnetico, cioè usando i campi magnetici creati quando l&#8217;elettricità passa attraverso dei fili per &#8220;creare&#8221; corrente in un altro filo posto vicino. La tecnica non è nuova: ma finora non sembrava idonea perché limitata a due campi magnetici necessariamente molto vicini. Il team del Mit ha invece scoperto che, con spirali metalliche capaci di produrre una risonanza di 10 megahertz di frequenza, si poteva ovviare al problema della distanza.</p>
<p>In un certo senso è quello che accade quando le note alte di un soprano mandano in frantumi un bicchiere di cristallo perché lo fanno vibrare con la stessa frequenza.</p>
<p>Nel laboratorio di Boston sono state usate due spirali di rame di 60 centimetri di diametro, la prima collegata alla spina elettrica, la seconda alla lampadina. La quale si è accesa normalmente. Il sistema del Mit è però risultato scomodo (le spirali erano molto grandi ed è difficile immaginarle nel salotto di casa per ricaricare un telefonino) e poco efficiente, nel senso che circa la metà dell&#8217;elettricità si è dispersa nel trasferimento: &#8220;E sono inconvenienti su cui dobbiamo ancora lavorare&#8221;, dice Soljacic, che respinge ogni allarmismo sui pericoli legati ai campi magnetici. &#8220;Mi rendo conto che la gente può spaventarsi, ma i nostri studi hanno dimostrato che non c&#8217;è nulla da temere&#8221;.</p>
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		<title>In aumento i Malware</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 19:18:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Webroot Software ha diffuso un rapporto, dedicato ad aziende di tutte le dimensioni, sulla crescita e l’aumentata sofisticazione del malware. Secondo lo State of Internet Security Report di Webroot, il 43 per cento delle aziende intervistate ha subito un danno economico a causa del malware. Il rapporto inoltre, offre un dettaglio dei costi e delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2007/06/malware.miniatura.jpg" title="In aumento i Malware" alt="In aumento i Malware" align="left" border="1" hspace="1" vspace="1" /><font class="txt_norm"> Webroot Software ha diffuso un rapporto, dedicato ad aziende di tutte le dimensioni, sulla crescita e l’aumentata sofisticazione del malware. Secondo lo State of Internet Security Report di Webroot, il 43 per cento delle aziende intervistate ha subito un danno economico a causa del malware. Il rapporto inoltre, offre un dettaglio dei costi e delle potenziali implicazioni legali che una protezione inadeguata può causare e indica le best practice per contrastare gli attacchi alla sicurezza dei dati.</font></p>
<p><font class="txt_norm">Per la sua natura organizzata, il rapido sviluppo e la sua gravità, l’FBI ha posto il crimine cibernetico al terzo posto delle sue priorità, preceduto solo dall’antiterrorismo e dall’antispionaggio. La ricerca di Webroot, con l’utilizzo di Phileas, il sistema automatizzato per il rilevamento dello spyware, ha confermato che l’1,7% dei 250 milioni di URL nel mondo (pari a 4,2 milioni) è portatore di malware. Circa 3 milioni di questi siti malevoli sono stati individuati nel solo 2006.</font></p>
<p><font class="txt_norm">“La nostra ricerca ha evidenziato che i metodi di infezione, che solo fino a poco tempo fa venivano considerati incredibilmente avanzati, sono ora molto comuni, a dimostrazione di quanto velocemente le minacce si stanno evolvendo in una minaccia concreta alla sicurezza globale?, dichiara Peter Watkins, CEO di Webroot Software. “Nonostante l’aumento e la gravità del malware, oltre il 60% delle aziende non dispone di un piano di sicurezza informatica. Le aziende devono controllare questo pericolo proteggendo se stesse e i propri clienti?.</font><span id="more-10"></span></p>
<p><font class="txt_norm">Secondo lo studio di Webroot, oltre il 40% delle aziende intervistate ha subito perdite economiche causate da diverse tipologie di spyware. La scoperta più sorprendente è stata che il 26% delle imprese ha dichiarato che informazioni riservate erano state compromesse a causa dello spyware.</font></p>
<p><font class="txt_norm">Questo allarmante trend delle infezioni spyware si può riassumere con la seguente classifica:</font></p>
<p><font class="txt_norm">- il 39% delle aziende ha dichiarato attacchi da Trojan Horse</font></p>
<p><font class="txt_norm">- il 24% ha dichiarato attacchi da System Monitor e</font></p>
<p><font class="txt_norm">- il 20% ha dichiarato attacchi di Pharming e Keylogger.</font></p>
<p><font class="txt_norm">Nonostante queste minacce crescenti e la conformità alle normative, l’ultimo rapporto del Small Business Technology Institute ha riportato che il 20% di tutte le aziende non è dotato di protezione adeguata dai virus, due terzi di esse non ha predisposto un piano di sicurezza informatica e molte di loro pongono in essere contromisure solo dopo aver subito un attacco malevolo alla sicurezza delle informazioni.</font></p>
<p><font class="txt_norm">“Appare ovvio da questa ricerca che il mondo delle imprese continua ad operare secondo una percezione errata della sicurezza. Proprio per l’impatto sui risultati e sulla reputazione dell’azienda che gli utenti senza protezione possono causare, la sicurezza proattiva deve essere una priorità assoluta per ogni azienda?, aggiunge Watkins. “Per fornire un supporto a questo sforzo, il rapporto State of Internet Security offre anche alcune best practice di base che le aziende possono seguire per mettersi in sicurezza contro il malware e il crimine cibernetico?.</font></p>
<p><font class="txt_norm">Il State of Internet Security Report che viene emesso trimestralmente offre una recensione e un’analisi approfondita di tutto quanto è relativo alla sicurezza dei computer e dei dati. Ogni rapporto è focalizzato su uno specifico aspetto della sicurezza delle informazioni e fornisce dati di mercato, trend e best practice alla luce dello scenario delle minacce informatiche.</font></p>
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		<title>CES 2007, scenari futuri fra Blu-ray e HD-DVD</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2007 11:09:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il CES di Las Vegas è stata l&#8217;occasione per venire a contatto con i rappresentanti dei consorzi Blu-ray e HD-DVD, impegnati ormai da anni a convincere il pubblico della bontà delle loro proposte, facendo ovviamente notare i limiti del concorrente. Questa situazione, come in molti sapranno, ha portato l&#8217;utente ad avere un atteggiamento molto guardingo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il CES di Las Vegas è stata l&#8217;occasione per venire a contatto con i rappresentanti dei consorzi Blu-ray e HD-DVD, impegnati ormai da anni a convincere il pubblico della bontà  delle loro proposte, facendo ovviamente notare i limiti del concorrente. Questa situazione, come in molti sapranno, ha portato l&#8217;utente ad avere un atteggiamento molto guardingo, con la conseguenza diretta di frenare un mercato già  di per sé difficile a causa dei prezzi di lettori e film ancora alti.</p>
<p>Per i consorzi HD-DVD e Blu-ray il CES di LasVegas è il momento migliore per far sentire la propria voce, in quanto in gioco c&#8217;è il futuro del mondo dell&#8217;alta definizione per l&#8217;intrattenimento domestico, ovvero un mercato ancora praticamente vergine in grado di muovere sulla carta milioni e milioni di dollari.</p>
<p>Il consorzio HD-DVD gioca d&#8217;anticipo, scegliendo il giorno precedente l&#8217;apertura della fiera al pubblico per far valere le proprie ragioni. Per quanto riguarda Blu-ray invece è stato il primo giorno di apertura ufficiale a fare da sfondo alla conferenza dello standard fortemente voluto da Sony e dai suoi partner. Per chi non lo avesse capito siamo ovviamente di fronte all&#8217;ennesima battaglia fra HD-DVD e Blu-ray, che si arricchisce però di alcuni elementi importanti al fine della valutazione globale del probema.</p>
<p>Se da una parte Blu-ray ha sicuramente contato sul vantaggio dovuto per motivi temporali al &#8220;diritto di replica&#8221;, è stata HD-DVD a fare annunci importanti, molto probabilmente rovinando la festa a Sony &amp; Co., sicuramente spiazzata da un annuncio di così elevata portata.</p>
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		<title>Opera sui cellulari Samsnug</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2006 14:28:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cellulari]]></category>
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		<description><![CDATA[Opera e Sasmung hanno firmato un accordo che prevede l&#8217;utilizzo del popolare browser Opera sui futuri cellulari del produttore coreano. Il borwser Opera è particolarmente apprezzato per la sua tecnologia Small Screen Rendering che permette la riformattazione della pagina web per adattarla al piccolo schermo dei cellulari eliminando lo scrolling orozzontale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2006/12/opera.thumbnail.gif" id="image5" title="Opera sui cellulari Samsnug" alt="Opera sui cellulari Samsnug" align="left" />  <img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2006/12/samsung_logo.thumbnail.jpg" id="image8" title="Opera sui cellulari Samsnug" alt="Opera sui cellulari Samsnug" align="left" /></p>
<p>Opera e Sasmung hanno firmato un accordo che prevede l&#8217;utilizzo del popolare browser Opera sui futuri cellulari del produttore coreano.<br />
Il borwser Opera è particolarmente apprezzato per la sua tecnologia Small Screen Rendering che permette la riformattazione della pagina web per adattarla al piccolo schermo dei cellulari eliminando lo scrolling orozzontale.</p>
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		<title>Scarica tre film da internet bolletta da 50 mila euro</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Dec 2006 22:24:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bolletta da 50 mila euro per aver scaricato tre film da internet: è quanto dovrà pagare un 30enne di Ciserano (Bergamo) per aver utilizzato un po&#8217; troppo la connessione mobile acquistata solo due mesi fa per connettersi alla rete senza la linea telefonica.E&#8217; Ignorando che, dopo una certa soglia ,avrebbe iniziato a pagare 0,2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2006/12/tele2.thumbnail.jpg" id="image3" title="Scarica tre film da internet bolletta da 50 mila euro" alt="Scarica tre film da internet bolletta da 50 mila euro" align="left" />Una bolletta da 50 mila euro per aver scaricato tre film da internet: è quanto dovrà  pagare un 30enne di Ciserano (Bergamo) per aver utilizzato un po&#8217; troppo la connessione mobile acquistata solo due mesi fa per connettersi alla rete senza la linea telefonica.E&#8217;  Ignorando che, dopo una certa soglia ,avrebbe iniziato a pagare 0,2 centesimi di euro per ogni kilobyte scaricato, il giovane infatti è rimasto connesso a internet per moltissime ore, facendo lievitare il conto fino all&#8217;astronomica cifra di oltre 49 mila euro. In ottobre l&#8217; artigiano di Ciserano aveva deciso di dotarsi di un collegamento a internet ma, non avendo la linea telefonica in casa, si era rivolto ad un negozio di telefonia chiedendo quale fosse la soluzione più adatta alle sue esigenze.</p>
<p>Secondo quanto sostiene l&#8217; artigiano il commerciante gli avrebbe proposto una connessione mobile, pensata per l&#8217; utenza d&#8217; affari, quindi per coloro che hanno necessità  di accedere spesso a internet. Il contratto stipulato con il gestore telefonico, pensato per l&#8217;utenza &#8216;business&#8217;, prevede il pagamento di un canone mensile di 35 euro per un traffico fino a 600 megabyte a bimestre. L&#8217; artigiano era convinto invece di poter navigare 24 ore su 24 a proprio piacimento come se fosse una normale connessione &#8216;flat&#8217;.</p>
<p>Il trentenne di Ciserano, che deve fare i conti ora con una bolletta record, si è rivolto all&#8217; Unione bergamasca dei consumatori per chiedere consiglio e per cercare di risolvere la salatissima, per il suo portafoglio, questione.</p>
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