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		<title>Gli over 50 a scuola di internet</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Da quando abbiamo attivato il corso di Facebook c&#8217;è stato un boom. I nostri iscritti vanno matti per il social network e la lezione serale delle 18 è sempre piena&#8221;. A parlare è Luisa Toeschi, direttore di Internet Saloon, la scuola gratuita di informatica dedicata a un pubblico over 50 che quest&#8217;anno festeggia i dieci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-23" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="Gli over 50 a scuola di internet" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2009/10/internet-tastiera-150x150.jpg" alt="Gli over 50 a scuola di internet" width="105" height="105" />&#8220;Da quando abbiamo attivato il corso di Facebook c&#8217;è stato un boom. I nostri iscritti vanno matti per il social network e la lezione serale delle 18 è sempre piena&#8221;. A parlare è Luisa Toeschi, direttore di Internet Saloon, la scuola gratuita di informatica dedicata a un pubblico over 50 che quest&#8217;anno festeggia i dieci anni di apertura a Milano con l&#8217;inaugurazione di tre nuove sedi, Napoli, Bari e Ancona, che vanno ad affiancarsi a quelle già esistenti di Sondrio, Pavia e Catania. Un esercito di oltre 3mila iscritti tutti sopra i 50 anni che quest&#8217;anno apprenderanno da un team selezionato di studenti universitari &#8211; preferibilmente non futuri ingegneri ma agronomi, filosofi, commercialisti con abilità tecnologiche che vengono preparati attraverso un corso di formazione &#8211; i segreti dell&#8217;informatica e del mondo di internet. Grazie alla partecipazione progettuale ed economica di quattro partner, Gruppo credito valtellinese, HP, Microsoft e Telecom Italia, i corsi, che vengono gestiti dall&#8217;AIM Associazione interessi metropolitani, hanno una formula comune.</p>
<p>Chi, ad esempio, non ha mai utilizzato un computer e vuole imparare ad inviare mail, navigare in rete o chattare in webcam con figli e nipoti dall&#8217;altro capo del mondo, viene iscritto al corso internet base: in un giorno, ovvero un&#8217;unica lezione della durata di sei ore, la navigazione diventa già una realtà. Ma, a seconda delle sedi, ci sono anche altri corsi, come quello di Word, di fotografia digitale, di antivirus e sicurezza in rete, di eBay e di musica digitale. Tutti gli Internet Saloon, ospitati in zone centrali e in palazzi di prestigio come quello delle Stelline a Milano, dispongono di una stessa struttura doppia. Da un lato un&#8217;aula didattica dedicata ai corsi, con postazioni multimediali e maxi schermo, dall&#8217;altro una palestra informatica dove, chi ha già concluso il corso, può tornare a fare esercizio e praticare le conoscenze acquisite. Ma non solo. Il progetto non si limita all&#8217;insegnamento. Quello degli Internet Saloon è un esperimento sociale che mette a contatto una generazione over 50, con picchi che arrivano fino ai 90 anni, con un mondo popolato da giovani studenti, che fa uscire gli anziani dalle loro case per incontrare persone che come loro spesso devono far fronte alla solitudine e alla depressione. Nascono nuove amicizie, nuove coppie e si aprono le porte di un mondo nuovo.<span id="more-22"></span></p>
<p>Ma chi sono questi silver surfer coraggiosi che navigano con destrezza e socializzano volentieri? A ritrarre i circa 35mila studenti che dal 2000 sono passati negli Internet Saloon è Luisa Toeschi. &#8220;A Milano abbiamo un 50% di uomini e un 50% di donne iscritte, sono quasi tutti ex lavoratori, dagli avvocati agli insegnanti, con un&#8217;età media intorno ai 70 anni. A Pavia invece, e qui si vede la differenza tra città e provincia, sono le donne, soprattutto casalinghe, a seguire le lezioni con un&#8217;età media tra i 55 e i 65 anni. A Catania gli studenti sono quasi tutti professionisti in pensione. Sondrio poi è stata una sorpresa: in sei anni di attività abbiamo avuto tra i nostri studenti il 20% della popolazione&#8221;. Tra tutti ci sono poi gli iscritti che hanno lasciato un ricordo più spiccato. Come la più anziana, una signora veneziana di 95 anni che a fine lezione era felice, ma anche un po&#8217; stanca. O come un agricoltore intervenuto a Pavia in occasione dell&#8217;inaugurazione del nuovo anno accademico, stivali infangati, camicia a quadrettoni e mani così grandi da riuscire a digitare con fatica. Ma c&#8217;è stato anche il miglior allievo, un signore milanese di 93 anni, che Microsoft ha premiato con un computer fiammante finito nelle mani del nipote perché troppo moderno per lui.</p>
<p>Ogni anno poi, a fine corso, le sedi organizzano una festa e oltre alla consegna dell&#8217;attestato, si mangia, si beve e si indossano i cappellini da diplomati. A Natale poi c&#8217;è il concorso di poesia e racconti e si mangia il panettone. A Milano si organizzano anche camminate in montagna, visite a mostre e partecipazioni a conferenze di tecnologia, amatissime dagli studenti. Un mondo tutto da scoprire che gli organizzatori vorrebbero portare presto in tutta Italia. &#8220;Nell&#8217;ultimo anno gli over 65 che usano internet sono aumentati del 15% &#8211; spiega Umberto Paolucci, vice presidente di Microsoft Corporation &#8211; e la sfida è destinata a diventare più facile se è la tecnologia ad andare incontro alle persone. L&#8217;informatica è un vero elisir di lunga vita che permette l&#8217;accesso al mondo&#8221;. E lo confermano i dati emersi dall&#8217;analisi della navigazione dei silver surfer italiani: tra i siti più visitati ci sono quelli di home banking, aperti fino a tre volte in una stessa giornata. Insomma una visitina in banca ogni tanto la faranno pure, ma la comodità di controllare il proprio conto da casa sembra piacere molto ai navigatori d&#8217;argento. Vanno forte anche i blog, molti studenti ne aprono uno per rimanere in contatto con gli altri iscritti al corso, i siti di viaggi ma soprattutto Facebook. Anche per i silver surfer è il social network il re della rete.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Porta a Porta e le responsabilità dei blogger</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 16:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La serata televisiva è stata monopolizzata dai casi misto politica/gossip che tutti ben conosciamo. In tarda serata, però, c&#8217;è stato un improvviso angolino dedicato alla rete nel contesto che storicamente meno si addice all&#8217;argomento: il salotto di Porta a Porta. Il passato della trasmissione è noto e gli strali contro i blogger ed i pericoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-19" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="blog" src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2009/10/blog-150x150.jpg" alt="blog" width="105" height="105" />La serata televisiva è stata monopolizzata dai casi misto politica/gossip che tutti ben conosciamo. In tarda serata, però, c&#8217;è stato un improvviso angolino dedicato alla rete nel contesto che storicamente meno si addice all&#8217;argomento: il salotto di Porta a Porta. Il passato della trasmissione è noto e gli strali contro i blogger ed i pericoli della rete hanno già raccolto ogni tipo di critica relativamente alla qualità del servizio pubblico portato sulla rete ammiraglia della RAI. Il presente è relativo alla nuova battaglia politica sul tema: l&#8217;estensione della legge sulla stampa agli &#8220;editori&#8221; del web.</p>
<p style="text-align: justify;">Bruno Vespa nel caso specifico si esula dal dibattito, ma tenta di entrare nel cuore del problema ponendo una domanda nel modo più diretto possibile: «Se uno su Internet mi dà del pedofilo, io lo posso denunciare?». Quel che emerge dalla domanda è anche ciò che emerge dalla maggior parte delle risposte: una scarsa conoscenza del tema. Trapela dai contenuti e dalle pause, dall&#8217;accavallarsi delle teorie e dalla continua confusione sui termini. Ignazio Marino (PD) tenta di esporre per primo la propria tesi: l&#8217;accusa alla destra è quella di voler estendere ai blogger ed alle piattaforme in rete le limitazioni imposte dalla legge sulla stampa, con i medesimi rischi e le medesime responsabilità. Il riferimento alla proposta Pecorella/Costa appare diretto ed inequivocabile.<span id="more-18"></span><!--more--></p>
<p style="text-align: justify;">La controparte passa al contrattacco con il più tipico dei ritmi televisivi, rendendo difficile seguire il discorso. Nelle rare pause traspare però un certo sconcerto, espresso in modo particolare da Maurizio Belpietro il quale si chiede perché la rete debba essere al di sopra delle regole e si debba predicare in favore di una libertà assoluta e immotivata. Belpietro sembra particolarmente favorevole all&#8217;estensione della legge sulla stampa anche al web, poiché identificherebbe responsabilità precise in capo a precisi responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Ignazio La Russa prende parola, chiede anzitutto che la battaglia pro-web non venga politicizzata, usando in modo particolare Di Pietro e Grillo come bandiere che la sinistra ostenta per cercare di accaparrarsi i favori della Rete. La Russa promette disponibilità a discutere sull&#8217;argomento, sottolineando come sia necessario far chiarezza sul tema e garantire la rete come piattaforma di dibattito e condivisione. In particolare, però, il Ministro della Difesa si schiera dalla parte di chi possa essere offeso da informazioni immesse online, invocando una legge che possa garantire la tutela legale di chi intende difendersi da un attacco altrui.</p>
<p>Le poltroncine di sinistra tornano all&#8217;attacco predicando la necessità di una massima tutela della libertà di espressione, chiedendo garanzie per quelle piattaforme come Google che permettono agli utenti di portare online le proprie opinioni. Il teorema è confuso e poco lineare, ma il principio è quello per cui l&#8217;estensione della legge sulla stampa al web implicherebbe un regime viziato per troppi versi simile a quello della censura cinese. L&#8217;immagine è forte, ma si sa: la tv non è fatta per le espressioni prive di colore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito si chiude improvvisamente con Bruno Vespa che lancia un contributo filmato su altro tema: al ritorno in studio il capitolo Internet è chiuso.</p>
<p style="text-align: justify;">La discussione non ha ovviamente apportato nulla di nuovo ad un dibattito che invece sarebbe oltremodo attuale ed assolutamente cruciale. Le posizioni dei due schieramenti sono sufficientemente chiare, ma un comune filo sembra unire le parti nel senso di una scarsa conoscenza sul tema. In ballo, in questo momento, ci sono già molti contenuti: gli onorevoli Pecorella e Costa (PDL) hanno già avanzato la propria proposta di legge, alcuni attivisti hanno già avanzato le proprie contestazioni e l&#8217;on. Cassinelli (PDL) ha dimostrato a più riprese di voler trovare una posizione equilibrata sul tema. La sinistra ha nel contempo formulato le proprie proposte tramite le firme Vita/Vimercati in calce ad un testo plasmato attorno al concetto di Net Neutrality. Al tempo stesso è in atto un processo contro Google che per molti versi va a coinvolgere i temi tirati in ballo a Porta a Porta, con la piattaforma costretta a difendere il proprio agire per non aver censurato a priori il contenuto immesso da un utente (sottolinea a tal proposito lo studio Bruno Leoni come l&#8217;estensione al web della legge sulla stampa dovrebbe però quantomeno prevedere anche l&#8217;estensione delle tutele, il che dovrebbe però partire da una miglior definizione di &#8220;editore&#8221;, &#8220;editoria&#8221; ed altri termini fondamentali per l&#8217;interpretazione giuridica delle norme relative).</p>
<p style="text-align: justify;">«Andiamo tutti a dormire»: così Vespa congeda il proprio salotto. In tv il dibattito non ha fatto alcun passo avanti. Ma probabilmente non poteva essere altrimenti.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Google lancia la sfida Android</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 18:11:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;ambiziosa alleanza con 34 partner produttori di telefoni ni, società telefoniche e compagnie tecnologiche è stata annunciata oggi da Google al fine di creare una nuova serie di cellulari &#8216;low cost&#8217;.
L&#8217;iniziativa, che promette di stravolgere l&#8217;attuale mercato della telefonia mobile, ruoterà attorno al principio dell&#8217;open source. Ciò permetterà alle società partner di poter accedere senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2007/11/logo-google.thumbnail.gif" alt="Google lancia la sfida Android" align="left" border="1" />Un&#8217;ambiziosa alleanza con 34 partner produttori di telefoni ni, società telefoniche e compagnie tecnologiche è stata annunciata oggi da <a href="http:www.google.com" target="_blank">Google</a> al fine di creare una nuova serie di cellulari &#8216;low cost&#8217;.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, che promette di stravolgere l&#8217;attuale mercato della telefonia mobile, ruoterà attorno al principio dell&#8217;open source. Ciò permetterà alle società partner di poter accedere senza vincoli alla tecnologia del nuovo prodotto (battezzata &#8216;Android&#8217;) e poter così progettare il maggior numero di applicazioni possibili.</p>
<p>Tra le società che fanno parte del consorzio: HTC, Samsung, Motorola, Deutsche Telekom, T-Mobile, Sprint Nextel e la giapponese NTT DoCoMo.</p>
<p>&#8220;Se <a href="http:www.google.com" target="_blank">Google</a> riuscirà a convincere i produttori e sviluppatori ad allargare il numero dei servizi disponibili i consumatori potranno inziare a fare con i telefonini ciò che già fanno su Internet&#8221;, scrive il Wall Street Journal ricordando come l&#8217;industria della telefonia è rigidamente controllata dai carriers e dai produttori che limitano fortemente quello che può essere offerto sui cellulari&#8221;.</p>
<p>Stando al Wsj, «il grande punto interrogativo è quanto spazio conceranno le società telefoniche. Se infatti il progetto è sostenuto da DT, Sprint Nextel e NTT DoCoMo, le altre compagnie sono riluttanti a entrarci a causa anche dei timori relativi alla tutela della sicurezza informatica. Gli open standard potrebbe infatti rendere vulnerabili i consumatori agli attacchi di virus e a falle nel sistema di sicurezza».<span id="more-14"></span></p>
<p>L&#8217;annuncio di <a href="http:www.google.com" target="_blank">Google</a> ha deluso in parte i consumatori che si attendevano, oltre a qualche dettaglio in più, le fotografie del nuovo apparecchio già soprannominato &#8216;Gphone&#8217;.a</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>Alibaba. com vola in borsa Hong Kong</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 17:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ha registrato un rialzo del  124% a pochi minuti dal debutto alla Borsa di Hong Kong il  titolo della Alibaba.com.
L&#8217;azione della societa&#8217; cinese di commercio online e&#8217; stata  scambiata a 30,20 dollari di Hong Kong. Alibaba.com, filiale  del gruppo Alibaba che comprende anche l&#8217;operatore Yahoo! in  Cina e il piu&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2007/11/logo_alibaba.thumbnail.gif" alt="Alibaba. com vola in borsa Hong Kong" align="left" border="1" />Ha registrato un rialzo del  124% a pochi minuti dal debutto alla Borsa di Hong Kong il  titolo della Alibaba.com.</p>
<p>L&#8217;azione della societa&#8217; cinese di commercio online e&#8217; stata  scambiata a 30,20 dollari di Hong Kong. Alibaba.com, filiale  del gruppo Alibaba che comprende anche l&#8217;operatore Yahoo! in  Cina e il piu&#8217; importante sito di vendite all&#8217;asta cinese,  taobao.com, propone al mercato 2 piattaforme internet, un  sito per i cinesi e un altro, in inglese, per gli stranieri.</p>
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		<title>Elettricità wireless senza fili</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 20:37:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come in un fumetto di Archimede Pitagorico i sei scienziati del Mit (Massachusetts Institute of Technology) hanno detto &#8220;eureka&#8221; e una lampadina si è subito accesa. Ma era una lampadina vera, da 60 watt, non immaginaria. E non solo ha illuminato il laboratorio del più famoso centro di ricerca americano, ma anche la strada che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2007/06/light.miniatura.jpg" title="Elettricità wireless senza fili" alt="Elettricità wireless senza fili" align="left" border="1" />Come in un fumetto di Archimede Pitagorico i sei scienziati del Mit (Massachusetts Institute of Technology) hanno detto &#8220;eureka&#8221; e una lampadina si è subito accesa. Ma era una lampadina vera, da 60 watt, non immaginaria. E non solo ha illuminato il laboratorio del più famoso centro di ricerca americano, ma anche la strada che consentirà all&#8217;uomo di liberarsi dalla schiavitù dei fili elettrici.</p>
<p>L&#8217;esperimento rivoluzionario è servito infatti a dimostrare la possibilità di trasferire la corrente in modo wireless, senza fili, un po&#8217; come è accaduto con il telegrafo, i telefoni cellulari o i collegamenti WiFi a internet.</p>
<p>&#8220;È stato un momento entusiasmante&#8221;, riferisce Marin Soljacic, giovanissimo professore di fisica al Mit e, assieme al suo collega John Joannapoulos, responsabile del team scientifico che ha lavorato sul progetto. In pratica, grazie a un accoppiamento magnetico realizzato con spirali di rame, hanno fatto accendere la lampadina a due metri di distanza dalla fonte di energia. E la scoperta, illustrata su &#8220;Science Express&#8221;, la versione online della rivista &#8220;Science&#8221;, è stata giustamente battezzata &#8220;WiTricity&#8221;, abbreviazione di &#8220;wireless electricity&#8221;, cioè elettricità senza fili. <span id="more-12"></span></p>
<p class="ad-box"><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --></p>
<p><script language="javascript" type="text/javascript"> <!-- OAS_RICH(\\'Middle\\'); //--> </script>La società moderna è ostaggio dei fili. Ci perseguitano, ostacolano la vista, formano grovigli dietro alle scrivanie, sono scomodi e antiestetici. L&#8217;idea di abolirli non è nuova: nel 1890, più di un secolo fa, un fisico e ingegnere elettrico di Long island, Nikola Tesla, scienziato di origini serbe, propose di trasferire la corrente via etere. Ma nessuno prestò molta attenzione: si disse che sarebbe stato impossibile o non efficiente, e milioni di chilometri di fili cominciarono presto a invadere il mondo ed ad insinuarsi nelle case. Adesso siamo arrivati a un punto di saturazione, soprattutto per effetto dei piccoli apparecchi elettronici e dei gadget, le cui batterie hanno bisogno di essere costantemente ricaricate. Di qui la pressione sul mondo scientifico per trovare una alternativa valida.</p>
<p>Lo scorso autunno in un convegno a San Francisco Soljacic e i suoi colleghi avevano preannunciato di essere in grado di trasferire la corrente da un posto all&#8217;altro attraverso l&#8217;accoppiamento magnetico, cioè usando i campi magnetici creati quando l&#8217;elettricità passa attraverso dei fili per &#8220;creare&#8221; corrente in un altro filo posto vicino. La tecnica non è nuova: ma finora non sembrava idonea perché limitata a due campi magnetici necessariamente molto vicini. Il team del Mit ha invece scoperto che, con spirali metalliche capaci di produrre una risonanza di 10 megahertz di frequenza, si poteva ovviare al problema della distanza.</p>
<p>In un certo senso è quello che accade quando le note alte di un soprano mandano in frantumi un bicchiere di cristallo perché lo fanno vibrare con la stessa frequenza.</p>
<p>Nel laboratorio di Boston sono state usate due spirali di rame di 60 centimetri di diametro, la prima collegata alla spina elettrica, la seconda alla lampadina. La quale si è accesa normalmente. Il sistema del Mit è però risultato scomodo (le spirali erano molto grandi ed è difficile immaginarle nel salotto di casa per ricaricare un telefonino) e poco efficiente, nel senso che circa la metà dell&#8217;elettricità si è dispersa nel trasferimento: &#8220;E sono inconvenienti su cui dobbiamo ancora lavorare&#8221;, dice Soljacic, che respinge ogni allarmismo sui pericoli legati ai campi magnetici. &#8220;Mi rendo conto che la gente può spaventarsi, ma i nostri studi hanno dimostrato che non c&#8217;è nulla da temere&#8221;.</p>
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		<title>In aumento i Malware</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 19:18:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[ Webroot Software ha diffuso un rapporto, dedicato ad aziende di tutte le dimensioni, sulla crescita e l’aumentata sofisticazione del malware. Secondo lo State of Internet Security Report di Webroot, il 43 per cento delle aziende intervistate ha subito un danno economico a causa del malware. Il rapporto inoltre, offre un dettaglio dei costi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2007/06/malware.miniatura.jpg" title="In aumento i Malware" alt="In aumento i Malware" align="left" border="1" hspace="1" vspace="1" /><font class="txt_norm"> Webroot Software ha diffuso un rapporto, dedicato ad aziende di tutte le dimensioni, sulla crescita e l’aumentata sofisticazione del malware. Secondo lo State of Internet Security Report di Webroot, il 43 per cento delle aziende intervistate ha subito un danno economico a causa del malware. Il rapporto inoltre, offre un dettaglio dei costi e delle potenziali implicazioni legali che una protezione inadeguata può causare e indica le best practice per contrastare gli attacchi alla sicurezza dei dati.</font></p>
<p><font class="txt_norm">Per la sua natura organizzata, il rapido sviluppo e la sua gravità, l’FBI ha posto il crimine cibernetico al terzo posto delle sue priorità, preceduto solo dall’antiterrorismo e dall’antispionaggio. La ricerca di Webroot, con l’utilizzo di Phileas, il sistema automatizzato per il rilevamento dello spyware, ha confermato che l’1,7% dei 250 milioni di URL nel mondo (pari a 4,2 milioni) è portatore di malware. Circa 3 milioni di questi siti malevoli sono stati individuati nel solo 2006.</font></p>
<p><font class="txt_norm">“La nostra ricerca ha evidenziato che i metodi di infezione, che solo fino a poco tempo fa venivano considerati incredibilmente avanzati, sono ora molto comuni, a dimostrazione di quanto velocemente le minacce si stanno evolvendo in una minaccia concreta alla sicurezza globale”, dichiara Peter Watkins, CEO di Webroot Software. “Nonostante l’aumento e la gravità del malware, oltre il 60% delle aziende non dispone di un piano di sicurezza informatica. Le aziende devono controllare questo pericolo proteggendo se stesse e i propri clienti”.</font><span id="more-10"></span></p>
<p><font class="txt_norm">Secondo lo studio di Webroot, oltre il 40% delle aziende intervistate ha subito perdite economiche causate da diverse tipologie di spyware. La scoperta più sorprendente è stata che il 26% delle imprese ha dichiarato che informazioni riservate erano state compromesse a causa dello spyware.</font></p>
<p><font class="txt_norm">Questo allarmante trend delle infezioni spyware si può riassumere con la seguente classifica:</font></p>
<p><font class="txt_norm">- il 39% delle aziende ha dichiarato attacchi da Trojan Horse</font></p>
<p><font class="txt_norm">- il 24% ha dichiarato attacchi da System Monitor e</font></p>
<p><font class="txt_norm">- il 20% ha dichiarato attacchi di Pharming e Keylogger.</font></p>
<p><font class="txt_norm">Nonostante queste minacce crescenti e la conformità alle normative, l’ultimo rapporto del Small Business Technology Institute ha riportato che il 20% di tutte le aziende non è dotato di protezione adeguata dai virus, due terzi di esse non ha predisposto un piano di sicurezza informatica e molte di loro pongono in essere contromisure solo dopo aver subito un attacco malevolo alla sicurezza delle informazioni.</font></p>
<p><font class="txt_norm">“Appare ovvio da questa ricerca che il mondo delle imprese continua ad operare secondo una percezione errata della sicurezza. Proprio per l’impatto sui risultati e sulla reputazione dell’azienda che gli utenti senza protezione possono causare, la sicurezza proattiva deve essere una priorità assoluta per ogni azienda”, aggiunge Watkins. “Per fornire un supporto a questo sforzo, il rapporto State of Internet Security offre anche alcune best practice di base che le aziende possono seguire per mettersi in sicurezza contro il malware e il crimine cibernetico”.</font></p>
<p><font class="txt_norm">Il State of Internet Security Report che viene emesso trimestralmente offre una recensione e un’analisi approfondita di tutto quanto è relativo alla sicurezza dei computer e dei dati. Ogni rapporto è focalizzato su uno specifico aspetto della sicurezza delle informazioni e fornisce dati di mercato, trend e best practice alla luce dello scenario delle minacce informatiche.</font></p>
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		<title>CES 2007, scenari futuri fra Blu-ray e HD-DVD</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2007 11:09:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il CES di Las Vegas è stata l&#8217;occasione per venire a contatto con i rappresentanti dei consorzi Blu-ray e HD-DVD, impegnati ormai da anni a convincere il pubblico della bontà  delle loro proposte, facendo ovviamente notare i limiti del concorrente. Questa situazione, come in molti sapranno, ha portato l&#8217;utente ad avere un atteggiamento molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il CES di Las Vegas è stata l&#8217;occasione per venire a contatto con i rappresentanti dei consorzi Blu-ray e HD-DVD, impegnati ormai da anni a convincere il pubblico della bontà  delle loro proposte, facendo ovviamente notare i limiti del concorrente. Questa situazione, come in molti sapranno, ha portato l&#8217;utente ad avere un atteggiamento molto guardingo, con la conseguenza diretta di frenare un mercato già  di per sé difficile a causa dei prezzi di lettori e film ancora alti.</p>
<p>Per i consorzi HD-DVD e Blu-ray il CES di LasVegas è il momento migliore per far sentire la propria voce, in quanto in gioco c&#8217;è il futuro del mondo dell&#8217;alta definizione per l&#8217;intrattenimento domestico, ovvero un mercato ancora praticamente vergine in grado di muovere sulla carta milioni e milioni di dollari.</p>
<p>Il consorzio HD-DVD gioca d&#8217;anticipo, scegliendo il giorno precedente l&#8217;apertura della fiera al pubblico per far valere le proprie ragioni. Per quanto riguarda Blu-ray invece è stato il primo giorno di apertura ufficiale a fare da sfondo alla conferenza dello standard fortemente voluto da Sony e dai suoi partner. Per chi non lo avesse capito siamo ovviamente di fronte all&#8217;ennesima battaglia fra HD-DVD e Blu-ray, che si arricchisce però di alcuni elementi importanti al fine della valutazione globale del probema.</p>
<p>Se da una parte Blu-ray ha sicuramente contato sul vantaggio dovuto per motivi temporali al &#8220;diritto di replica&#8221;, è stata HD-DVD a fare annunci importanti, molto probabilmente rovinando la festa a Sony &amp; Co., sicuramente spiazzata da un annuncio di così elevata portata.</p>
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		<title>Opera sui cellulari Samsnug</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2006 14:28:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Cellulari]]></category>
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		<description><![CDATA[  
Opera e Sasmung hanno firmato un accordo che prevede l&#8217;utilizzo del popolare browser Opera sui futuri cellulari del produttore coreano.
Il borwser Opera è particolarmente apprezzato per la sua tecnologia Small Screen Rendering che permette la riformattazione della pagina web per adattarla al piccolo schermo dei cellulari eliminando lo scrolling orozzontale.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2006/12/opera.thumbnail.gif" id="image5" title="Opera sui cellulari Samsnug" alt="Opera sui cellulari Samsnug" align="left" />  <img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2006/12/samsung_logo.thumbnail.jpg" id="image8" title="Opera sui cellulari Samsnug" alt="Opera sui cellulari Samsnug" align="left" /></p>
<p>Opera e Sasmung hanno firmato un accordo che prevede l&#8217;utilizzo del popolare browser Opera sui futuri cellulari del produttore coreano.<br />
Il borwser Opera è particolarmente apprezzato per la sua tecnologia Small Screen Rendering che permette la riformattazione della pagina web per adattarla al piccolo schermo dei cellulari eliminando lo scrolling orozzontale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scarica tre film da internet bolletta da 50 mila euro</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Dec 2006 22:24:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bolletta da 50 mila euro per aver scaricato tre film da internet: è quanto dovrà  pagare un 30enne di Ciserano (Bergamo) per aver utilizzato un po&#8217; troppo la connessione mobile acquistata solo due mesi fa per connettersi alla rete senza la linea telefonica.E&#8217;  Ignorando che, dopo una certa soglia ,avrebbe iniziato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.info/wp-content/uploads/2006/12/tele2.thumbnail.jpg" id="image3" title="Scarica tre film da internet bolletta da 50 mila euro" alt="Scarica tre film da internet bolletta da 50 mila euro" align="left" />Una bolletta da 50 mila euro per aver scaricato tre film da internet: è quanto dovrà  pagare un 30enne di Ciserano (Bergamo) per aver utilizzato un po&#8217; troppo la connessione mobile acquistata solo due mesi fa per connettersi alla rete senza la linea telefonica.E&#8217;  Ignorando che, dopo una certa soglia ,avrebbe iniziato a pagare 0,2 centesimi di euro per ogni kilobyte scaricato, il giovane infatti è rimasto connesso a internet per moltissime ore, facendo lievitare il conto fino all&#8217;astronomica cifra di oltre 49 mila euro. In ottobre l&#8217; artigiano di Ciserano aveva deciso di dotarsi di un collegamento a internet ma, non avendo la linea telefonica in casa, si era rivolto ad un negozio di telefonia chiedendo quale fosse la soluzione più adatta alle sue esigenze.</p>
<p>Secondo quanto sostiene l&#8217; artigiano il commerciante gli avrebbe proposto una connessione mobile, pensata per l&#8217; utenza d&#8217; affari, quindi per coloro che hanno necessità  di accedere spesso a internet. Il contratto stipulato con il gestore telefonico, pensato per l&#8217;utenza &#8216;business&#8217;, prevede il pagamento di un canone mensile di 35 euro per un traffico fino a 600 megabyte a bimestre. L&#8217; artigiano era convinto invece di poter navigare 24 ore su 24 a proprio piacimento come se fosse una normale connessione &#8216;flat&#8217;.</p>
<p>Il trentenne di Ciserano, che deve fare i conti ora con una bolletta record, si è rivolto all&#8217; Unione bergamasca dei consumatori per chiedere consiglio e per cercare di risolvere la salatissima, per il suo portafoglio, questione.</p>
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