Scritto da: webmaster in Scienza
Come in un fumetto di Archimede Pitagorico i sei scienziati del Mit (Massachusetts Institute of Technology) hanno detto “eureka” e una lampadina si è subito accesa. Ma era una lampadina vera, da 60 watt, non immaginaria. E non solo ha illuminato il laboratorio del più famoso centro di ricerca americano, ma anche la strada che consentirà all’uomo di liberarsi dalla schiavitù dei fili elettrici.
L’esperimento rivoluzionario è servito infatti a dimostrare la possibilità di trasferire la corrente in modo wireless, senza fili, un po’ come è accaduto con il telegrafo, i telefoni cellulari o i collegamenti WiFi a internet.
“È stato un momento entusiasmante”, riferisce Marin Soljacic, giovanissimo professore di fisica al Mit e, assieme al suo collega John Joannapoulos, responsabile del team scientifico che ha lavorato sul progetto. In pratica, grazie a un accoppiamento magnetico realizzato con spirali di rame, hanno fatto accendere la lampadina a due metri di distanza dalla fonte di energia. E la scoperta, illustrata su “Science Express”, la versione online della rivista “Science”, è stata giustamente battezzata “WiTricity”, abbreviazione di “wireless electricity”, cioè elettricità senza fili. Leggi il resto di questo articolo »
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Webroot Software ha diffuso un rapporto, dedicato ad aziende di tutte le dimensioni, sulla crescita e l’aumentata sofisticazione del malware. Secondo lo State of Internet Security Report di Webroot, il 43 per cento delle aziende intervistate ha subito un danno economico a causa del malware. Il rapporto inoltre, offre un dettaglio dei costi e delle potenziali implicazioni legali che una protezione inadeguata può causare e indica le best practice per contrastare gli attacchi alla sicurezza dei dati.
Per la sua natura organizzata, il rapido sviluppo e la sua gravità, l’FBI ha posto il crimine cibernetico al terzo posto delle sue priorità, preceduto solo dall’antiterrorismo e dall’antispionaggio. La ricerca di Webroot, con l’utilizzo di Phileas, il sistema automatizzato per il rilevamento dello spyware, ha confermato che l’1,7% dei 250 milioni di URL nel mondo (pari a 4,2 milioni) è portatore di malware. Circa 3 milioni di questi siti malevoli sono stati individuati nel solo 2006.
“La nostra ricerca ha evidenziato che i metodi di infezione, che solo fino a poco tempo fa venivano considerati incredibilmente avanzati, sono ora molto comuni, a dimostrazione di quanto velocemente le minacce si stanno evolvendo in una minaccia concreta alla sicurezza globale”, dichiara Peter Watkins, CEO di Webroot Software. “Nonostante l’aumento e la gravità del malware, oltre il 60% delle aziende non dispone di un piano di sicurezza informatica. Le aziende devono controllare questo pericolo proteggendo se stesse e i propri clienti”. Leggi il resto di questo articolo »
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